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(Calciopress-Stefano Cordeschi) Il Milan festeggia il suo 18° scudetto sul campo dell’Olimpico di Roma, al termine di una gara controllata dai rossoneri, giocata su ritmi bassi, dove la ricerca del risultato è apparsa evidente. La Roma ha provato, specialmente nella prima frazione di gioco, a rovinare la festa alla squadra di Allegri, che nella ripresa si è fatta più intraprendente. Dopo sette anni di digiuno, il Milan si ricuce sulle maglie lo scudetto. Una vittoria di campionato, quella rossonera, simbolo della continuità e della mancanza di antagoniste vere.

Ci hanno provato a turno, Inter e Napoli, senza però riuscire a scalfire la resistenza dei ragazzi di Allegri. Si Allegri, l’allenatore emergente, giovane ma già collaudato, che il Milan ha voluto fortemente, dopo la parentesi Leonardo. In questo scudetto c’è molto del tecnico livornese, capace di inserirsi sin da subito in un contesto importante. Deciso nello scaricare un Ronaldinho, e puntare su giocatori a volte ai margini della società rossonera.

Uno scudetto importante per Allegri, l’ennesimo allenatore vincente all’esordio con la maglia rossonera. Il capolavoro questa squadra l’ha compiuto nel derby di ritorno con i cugini neroazzurri, dove il Milan ha saputo mettere mano a questo campionato portandolo di nuovo sulla bacheca rossonera. La Roma assiste alla festa del Milan e, forse, dice addio ai sogni di rincorsa al quarto posto, valido per i preliminari di Champions. Mancano ancora due giornate e, molto, si deciderà domani nella sfida tra Udinese e Lazio. Ma forse è troppo tardi per i giallorossi.

Stefano Cordeschi – www.calciopress.net

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