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(Calciopress-Stefano Cordeschi) Il Ranking Uefa mostra una quadro del calcio italiano assai desolante. Nella speciale classifica annuale, l’Italia si attesta al quinto posto, superata da nazioni che sino a pochi anni addietro erano sistematicamente attestate nei bassifondi.

Ad oggi il Portogallo ci ha surclassato, superandoci di slancio, con la Francia che ci tallona da vicino. Non paragoniamo poi il nostro score con quelli ben più corposi di Spagna e Inghilterra, che regnano sovrane la speciale classifica.

In questi giorni si parla molto di agevolazioni fiscali, esistenti specialmente in Spagna, che giovano molto alla gestione delle società di calcio iberiche. In parte questo è vero. Tuttavia la fatturazione annua delle maggiori squadre europee è anche il frutto dell’ottima organizzazione del marketing, inesistente o quasi in Italia.

Il punto critico non è rappresentato dalla Champions League ma dalla consorella minore, l’Europa League. Le società che aspirano a un posto in questa coppa europea, per le stesse parole dei propri presidenti, fanno grandi sforzi (e spesso troppe polemiche) per raggiungere un obiettivo che a un certo punto della stagione appare essere prioritario. Una volta verificato che è impossibile raggiungere la Champions, ci si prodiga alla ricerca del posto in Europa League. Ma poi?

Niente di niente. Raggiunta la competizione la si snobba in toto, per dare spazio agli altri obiettivi che il campionato impone. Bisogna quindi fare un’attenta analisi di questa situazione che, per quanto riguarda il Ranking Uefa, è esiziale per i colori nazionali. Continuando su questo andazzo, rischiamo di non avere più per molti anni la quarta squadra in Champions League.

Un’analisi semplice.  E’ solo questione di soldi. La concentrazione di danaro sulla massima competizione europea, lascia disponibili poche briciole per l’Europa League. Se a questo aggiungiamo l’inoperosità della Federcalcio, che non riesce a incentivare le squadre italiane a partecipare veramente alla manifestazione, il dado è tratto.

Anche la Uefa ha le sue colpe. Lo sbilanciamento dei ricavi economici, sfavillante da un lato e misero dall’altro, è causa di insoddisfazione per molte società partecipanti all’Europa League. Per qusto, spesso, si preferisce concentrare i propri sforzi sul campionato o sulla Coppa nazionale.

Non solo. La vittoria della competizione, oltre a non rimpinguare le casse del club, non produce altri benefit. Sarebbe invece logico dare la possibilità, alla squadra vincitrice del torneo, di entrare di diritto alla prossima Champions League. Sicuramente questo porterebbe molte compagini a puntare con maggiore convinzione su questa manifestazione.

Provvedimenti da prendere in fretta e, possibilmente, senza ridurre a ridicola questa manifestazione. Esattamente come accaduto con la Coppa Intercontinentale, riformata in un Mondiale per Club che non piace a nessuno.

Stefano Cordeschi – www.calciopress.net

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