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(Calciopress – Sa. Mig.) ”La nostra situazione in classifica è dura, ora dobbiamo pensare a vincere le prossime due e vedere anche cosa fanno gli avversari. Non faccio percentuali per la salvezza”. Parole e musica di Alberto Cavasin ai microfoni di Sky per commentare il tremendo ko della Samp con il Genoa. ”Voglio essere ottimista – dice ancora Cavasin – e quindi vedo il Lecce che domenica prossima perde e noi vinciamo per giocarci tutto alla fine” (nella foto: la Gradinata Sud dello stadio Ferraris di Genova).

Un ottimismo che, oggettivamente, mal si accorda con l’esito del derby della Lanterna numero 104. Una gara che finisce nel peggiore dei modi possibili per una Sampdoria in caduta verticale. Palombo e soci ce la stavano mettendo tutta per vincere la partita e portare a casa tre punti d’oro per una classifica anemica come poche. Mentre si preparavano a chiudere l’incontro con un nulla di fatto che comunque sarebbe servito a ben poco, i doriani hanno dovuto ingoiare il rospo del super gol segnato al 96’ da un oscuro attaccante argentino (Boselli, classe 1985) arrivato in prestito a gennaio dagli inglesi del Wigan Athletic. Uno che la maglia rossoblù l’ha vista finora con il contagocce.

Il fatto è che la Sampdoria non è stata trascinata nella palude del fondo classifica da un destino cinico e baro. Diversamente non si potrebbe spiegare il precipizio dai preliminari di Champions persi in agosto con il Werder Brema al terz’ultimo posto a due giornate dalla fine. Adesso la retrocessione in serie B è una mannaia che incombe sul club blucerchiato.

“È una stagione maledetta e la contestazione è anche giusta, perché i tifosi si sarebbero aspettati un altro campionato”, spiega Edoardo Garrone, presidente del gruppo Erg e figlio di Riccardo (in questi giorni ancora a riposo per i postumi di una recente operazione).

Garrone recita il mea culpa: “Si sono fatti diversi errori, ma non tutto va ricondotto alla cessione di Pazzini a gennaio, nonostante l’abbia chiesta il giocatore. Lui aveva l’occasione della vita e non si poteva non accontentarlo, mentre Cassano si è autoescluso. È difficile dire se cambiare allenatore (Cavasin per Di Carlo, ndr) sia stata o meno una scelta giusta, né darei la colpa a Cavasin per la situazione odierna”.

La società è arrivata a fine corsa senza guida. La partenza di Marotta in direzione Juventus (con Delneri al seguito) ha aperto un buco nero che nessuno è riuscito a chiudere. Il suo sostituto, Gasparin, è stato allontanato a dicembre. La barra del manovratore è passata a Doriano Tosi. Il calciomercato invernale è stato da brividi, tanto da costare il posto anche a lui. Oggi come oggi i rapporti con lo spogliatoio sono gestiti da Salvatore Asmini, marottiano richiamato di corsa a Genova dai Garrone quando già la barca stava affondando. Non si vede chi riuscirà a riportarla a riva.

Sa. Mig. – www.calciopress.net

 

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