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(Calciopress – So. Gian.) Regna il caos in serie A. La suddivisione dei diritti televisivi legati ai bacini di utenza ha scoperchiato il vaso di Pandora del tutti contro tutti. Tra una minaccia e l’altra, non si fa che parlare di avvocati e tribunali. Il calcio, inteso come sport giocato, è stato messo in un angolo.

Dopo il voto decisivo di Maurizio Beretta – che ha dato via libera all’attuazione della delibera delle 15 cosiddette ‘piccole’ sui diritti tv – arriva l’attacco frontale di Andrea Agnelli, presidente della Juventus, contro la Federcalcio e la Lega.

I primi fendenti partono contro la Figc di Giancarlo Abete: “E’ una giornata difficile per la ripartizione del bacino d’utenza – ha detto il presidente bianconero – La federazione è stata poco lungimirante: ha perso due volte gli Europei, la legge sugli stadi non decolla, e poi la regola sugli extracomunitari”.

Poi tocca alla Lega: “In Lega invece la situazione è paradossale: c’è un presidente dimissionario che decide con una maggioranza precostituita. Ci sono cinque grandi squadre (Juve, Inter, Milan, Roma e Napoli, ndr) che hanno il 75% dei tifosi dalla loro parte ma subisocno le decisioni delle altre squadre. Noi abbiamo 3 milioni di audience contro 300 mila delle altre 15. Purtroppo chi non investe grandi cifre, in questo momnento decide: ci appelleremo al Coni che tutela lo sviluppo dello sport”.

Il futuro disegnato da Agnelli è denso di nuvoloni neri: “Siamo compatti con le altre quattro, valutiamo anche l’ipotesi di un’uscita dalla lega”.

Il numero uno della Juve ripete, rispondendo alla domanda se “uscire dalla lega” potrebbe voler dire andare a giocare all’estero, nella Premier League inglese o nella Ligue 1 francese: “Stiamo valutando qualsiasi ipotesi. Aspettiamo la decisione della Giustizia federale”.

So. Gian. – www.calciopress.net

 

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