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(Calciopress – So. Gian.) Nella partita giocata lunedì con il Chievo, al 55’ la Juventus era in vantaggio di due reti (rigore trasformato da Del Piero e gol di Matri). E’ bastato un minuto di pazzia. I bianconeri sono riusciti nella missione impossibile di farsi rimontare un vantaggio da gestire in tutta comodità.

Il risultato di 2-2 con il quale si chiude la gara con i gialloblù di Pioli sbarra il passo all’accesso (improbabile) in Champions. Mette a rischio anche la partecipazione alla Europa League. Ennesima delusione per i milioni di tifosi juventini sparsi per l’Italia.

Il dg Giuseppe Marotta mette il dito nella piaga: “Non perdiamo da otto partite, però quattro le abbiamo pareggiate e tre dopo essere stati in vantaggio per 2-0”. Il dirigente ex Sampdoria, con la sua sintetica analisi, svela la scarsa tenuta cerebrale della Juventus soprattutto quando gioca le partite casalinghe. Manca la mentalità vincente. Quella che un tempo era chiamata “da Juve”.

Tutta colpa di Delneri (nella foto)? Il tecnico di Aquileia, settimo allenatore in sei anni finito nel tritacarne bianconero, ha colpe relative sotto questo aspetto. Sono ormai quasi tre anni che la mentalità vincente è diventata un’Araba Fenice per il club del presidente Andrea Agnelli (il terzo che si avvicenda nella stanza dei bottoni in era post-Caliopoli).

Tutto ebbe inizio il 31 gennaio 2009, come scrive il quotidiano Repubblica in edicola oggi. All’Olimpico di Torino il Cagliari, dopo essere stato in svantaggio per 2-1, riuscì nell’impresa di vincere per 3-2. Da allora la Juventus è stata rimontata altre 27 volte: 5 con Ranieri, 11 durante la gestione Ferrara-Zaccheroni e 11 in questa stagione. Di queste 27 rimonte, ben 20 i bianconeri le hanno subite in casa.

A volte la paura fa novanta, anche se è un motto che mal si attaglia a un club prestigioso come la Juve. Delneri ha avuto il torto di non saper motivare i suoi giocatori proprio sotto questo aspetto caratteriale.

So. Gian. – www.calciopress.net

 

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