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Sergio Mutolo

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(Calciopress – Sergio Mutolo) Il sistema pallonaro italiano è nella bufera. Siamo al muro contro muro, alle minacce a ruota libera (QUI i particolari, ndr), al tutti contro tutti. Le aule di giustizia potrebbero sostituirsi al calcio giocato.

L’ultima minaccia è quella della scissione. Un’ipotesi verisimile? Oppure una boutade fine a se stessa, iscrivibile nel marasma conseguito alla decisione del Consiglio di Lega sulle indagini demoscopiche relative ai bacini di utenza (QUI i particolari, ndr)?

Il presidente della Juventus, Andrea Agnelli, ha sferrato un durissimo attacco contro Lega Serie A TIM e Federcalcio. Nel mirino del massimo dirigente bianconero sono finiti Maurizio Beretta e Giancarlo Abete (con la Figc è in atto un aspro contenzioso relativo all’istanza avanzata contro l’Inter di Moratti, ormai un anno fa, per la revoca dello scudetto).

Davvero le cinque grandi, con la Juventus capofila, pensano di staccarsi dalla Lega di serie A (QUI i particolari, ndr). Eppure questo nuovo organismo istituzionale non ha ancora spento la prima candelina, avendo visto la luce il 30 giugno 2010.

Il problema, evidentemente, non era la serie B. Dopo la scissione dalla cadetteria, con la Bwin ormai autonoma sotto la presidenza di Giancarlo Abodi, la spaccatura tra le cinque big (oltre la Juve anche Inter, Milan Napoli e Roma) e gli altri quindici club della massima serie si sta facendo sempre più profonda.

Il corso degli eventi dipenderà in larga misura dalle prese di posizione delle società minori. La cartina al tornasole sarà l’assemblea straordinaria in programma il 16 maggio a Milano (QUI i particolari, ndr). Se le medio-piccole decideranno di persistere sulla strada dell’intransigenza fin qui intrapresa, le cose potrebbero anche precipitare.

Il percorso po­trebbe allora diventare ine­vitabile. Il pia­no sarebbe quello di lasciare via Roselli­ni, nel pieno rispetto delle norme statutarie federa­li, per creare una Lega a parte. Si ripeterebbe quello già accaduto in Inghilterra, quando venne istituita la Premier League (QUI il modello inglese, ndr).

La Figc rimarrebbe l’interlocutore istituzionale, ma quale potrebbe essere il format del nuovo modello organizzativo? Meglio lasciar perdere. Con l’aria mesta che tira, il sistema privo di ricavi alternativi ai diritti televisivi delle pay tv (Mediaset e Sky) e la deriva strisciante, questa è solo materia da fantacalcio.

Sergio Mutolowww.calciopress.net

 

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