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Sergio Mutolo

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(Calciopress – Sergio Mutolo) In programma c’è un appuntamento imperdibile per tutti gli appassionati di calcio. Al Wembley Stadium di Londra si gioca la Finale di Champions League tra il Barcellona e il Manchester United (QUI i particolari sull’addio di Van der Saar).

Una sfida che si presta a mille interpretazioni, e altrettante riflessioni, su uno sport che resta il più bello e amato del mondo. Il Barcellona di Pep Guardiola ha molti meriti. Il più rilevante, anche e soprattutto nell’ottica del Fair Play Finanziario introdotto dalla Uefa di Platini (QUI i particolari) , è il ruolo chiave che il club catalano ha assegnato all’investimento sui vivai e i settori giovanili.

Il fiore all’occhiello del Barcellona è la sua straordinaria “cantera”, il vivaio vero cuore pulsante del club catalano (nella foto). L’ormai celebre Masìa, dove una società lungimirante cresce i suoi futuri campioni. A cominciare dallo stesso Pep Guardiola, oggi in panchina e ieri uno dei suoi prodotti più significativi.

Nella formazione che scenderà in campo domani sera ci sono ben otto giocatori cresciuti tra le pareti di casa. Si tratta di Valdes, Piquè, Puyol, Xavi, Busquets, Iniesta, Pedro e Messi. Un caso unico al mondo, forse irripetibile. Anche se la Francia prova a imitarlo e, in Ligue 1, la storia del Rennes va nella stessa direzione (QUI i particolari).

Una bella lezione per i club della Serie A Tim. Tanto disattenti ad investire sui settori giovanili, quanto impegnati a farsi la guerra per accaparrarsi i denari delle sempre più intrusive pay tv. Ce n’è di strada da recuperare in Italia, per risalire la china.

Sergio Mutolo – www.calciopress.net

 

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