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(Calciopress – Redazioneweb) I tifosi del Manchester United lo hanno soprannominato Ice Rabbit (Coniglio di ghiaccio), per le sue curiose orecchie a sventola e la freddezza che dimostra sempre tra i pali. Niente a che vedere con il nomignolo di Giraffone che gli era stato affibbiato in Italia, ai tempi in cui giocava nella Juventus.

Dal club bianconero fu cacciato in malo modo nel lontano 2001, dopo due campionati poco meno che disastrosi. Era la Juve dei tempi d’oro, non la squadra sgangherata che ha chiuso mediocremente la stagione appena concluso. Tanto è vero che in porta fu chiamato a sostituirlo un certo Buffon.

Edwin Van der Sar (nella foto), già trentenne, sembrava un giocatore finito. La vita, invece, sa riservare tante sorprese e permette di raccontare altrettante belle storie.

La parabola sportiva di Van der Sar lo dimostra. Superato con leggerezza tutta olandese il periodo no in maglia bianconera, Edwin ha saputo riprendere in mano le fila della sua carriera. E’ riuscito nella missione di raggiungendo traguardi che, al momento della trombata del 2001, sembravano impossibili.

Domani il portierone olandese tira giù il bandone. Alla rispettabile età di 40 anni e mezzo, ha deciso di ritirarsi dall’attività agonistica. Ha giocato 950 partite ufficiali, delle quali 130 con la Nazionale d’Olanda e 100 esatte in Champions (la metà concluse senza subire reti). Uno score invidiabile.

“La mia carriera è già durata un paio di anni in più di quello che pensavo e speravo. Ora è il momento giusto per chiudere. Non perché abbia qualche problema fisico o perché non mi piaccia più allenarmi. Semplicemente ho capito che non potrò più migliorare né fare progressi. Allora è meglio ritirarsi adesso, ancora al top”. Parole di grande serenità, nei tempi convulsi e gossippari del calcio nazionale e internazionale.

Van der Sar attaccherà le scarpette al chiodo in occasione della finale di Wembley per aggiudicarsi la Champions League. Il suo Manchester United e il Barcellona di Pep Guardiola se la giocheranno alla pari. Inutile dire che Edwin avrebbe una gran voglia di chiudere dopo aver salito i 107 gradini che portano al Palco Reale per sollevare la Coppa.

Da quel momento in poi si dedicherà alla passione della sua vita: girare documentari sul mondo della natura. In bocca al lupo, Edwin.

Redazioneweb – www.calciopress.net

 

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