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(Calciopress-Enrico Losito) Troppe pressioni ambientali e una formazione capitolina quadrata e tecnicamente valida affondano il Taranto di Dionigi. La grande illusione dura solo dodici minuti, il tempo utile al mortifero sinistro di Babù che supera Bremec. La reazione di Prosperi e compagni è disordinata, guidata esclusivamente dal furore agonistico e poca lucidità. Ad ogni buon conto è valido anche il contributo dell’estremo biancoblu Ambrosi, pronto ad opporsi in un paio di circostanze agli avanti tarantini. Nei minuti di recupero gli uomini di Dionigi restano anche in dieci a causa dell’espulsione di Russo. Il verdetto finale, comunque, è rimandato tra sette giorni al Flaminio, anche se ora la bilancia pende nettamente in favore dell’undici di Chiappara.

Cronaca. Nei primi minuti (al 6′) il Taranto reclama un rigore per un presunto fallo di mano di Balzano su cross di Antonazzo, l’arbitro però lascia correre. Brividi per il portiere jonico Bremec al 9′: il destro dal limite di Franchini sibila di poco al lato. E’ il preludio alla rete capitolina al 12′: Franceschini effettua un traversone dalla sinistra, Babù raccoglie e fredda con un sinistro a giro Bremec.

Alla mezzora è ancora l’estremo rossoblu ad essere impegnato da una punizione tagliata di Baronio: la respinta di pugni è utile a liberare l’area. Il Taranto si ridesta al 32′: Sy, appostato sulla mancina, sventaglia sul lato opposto per il perfetto diagonale di Rantier, Ambrosi è prodigioso e si rifugia in angolo. Sul susseguente corner (battuto da Garufo), l’inzuccata di Sosa termina oltre la traversa. I rossoblu spremono sull’acceleratore 38′: la palla spiovente di Giorgino viene raccolto da Sy, che scocca un preciso fendente deviato in corner da Ambrosi. Non si registrano altee emozioni sino al termine della frazione. Ad inizio ripresa (al 4′) gli jonici sfiorano il pari: Rantier scodella un calcio da fermo in area, il colpo di testa di Girardi trova il provvidenziale intervento di piede del numero uno biancoblu. Al 8′ ci prova Rantier con un piazzato dai venti metri: la sfera finisce sul fondo. Prime sostituzioni dell’incontro: al 14’mister Dionigi avvicenda Garufo con Sabatino, mentre al 21′ Russo prende il posto di Rantier. La risposta dalla panchina di Chiappara giunge prima al 27′ con Marrazani sostituisce Angeletti e, successivamente, al 29′ con Mazzeo che entra in luogo di Babù. Ultimi cambi per le due formazioni al 33′: nelle fila tarantine Sy cede il posto a Chiaretti, mentre in quelle capitoline Pelagias avvicenda Franchini. Al 38′ Sosa pasticcia in difesa innescando Ciofani: l’attaccante si ritrova solo davanti a Bremec, ma chiabatta spedendo al lato. Ancora vicini al pareggio i rossoblu al 43′: Antonazzo batte una rimessa con le mani, Ambrosi esce male, Di Deo la colpisce di testa a porta sguarnita, ma sulla linea è miracoloso l’intervento di Baronio che manda in angolo. Nei minuti di recupero (al 47′) Bremec si allunga per deviare in corner una punizione di Baronio. Al 49′ il Taranto resta anche in dieci uomini per l’espulsione di Russo: il giovane attaccante jonico viene prima ammonito per un fallo di mano e successivamente espulso per proteste.

SALA STAMPA

Dionigi (all. Taranto). Si ricomincia dall’Atletico Roma, verrebbe da dire; perchè il tecnico rossoblu inciampa nuovamente contro i capitolini. Era già accaduto nella prima giornata del girone di ritorno, prima della serie impressionante di 15 risultati utili consecutivi. L’incontro odierno sembra una specie di remake, Dionigi parte proprio dalle cause della sconfitta: “ Non  siamo riusciti ad essere aggressivi nei primi venti minuti. Loro, invece, hanno sfruttato la prima occasione buona per passare in vantaggio. In seguito abbiamo costruito delle occasioni da rete che non abbiamo concretizzato. Purtroppo siamo anche stati sfortunati. L’Atletico, dopo la rete, ha giocato in dieci dietro la linea della palla. E’ chiaro che noi non riuscivamo ad andare dentro e probabilmente nessuno dei nostri si è assunto la responsabilità di andare a prendere la palla tra le linee. Ci è anche mancata la brillantezza che ci aveva caratterizzato in altre circostanze e non ci è riuscito quello che avevamo provato in settimana”. Discusse le sostituzioni in corso d’opera, il tecnico si affretta a giustificarle: “Ho inserito Russo e Chiaretti, perchè erano gli unici elementi in grado di saltare l’uomo e creare superiorità”. Dionigi, comunque, lascia aperto il discorso qualificazione: “Ho la massima serenità in vista del ritorno. Sono convinto che disputeremo una grande partita, ora dobbiamo andarci a prendere la qualificazione a Roma. Per riuscirci dovremo avere la mente sgombra e serena. Non dimentichiamoci che abbiamo fatto giocare l’Atletico nella propria metà campo. E’ chiaro che per compiere l’impresa dovremo metterci qualcosa in più”

Chiappara (all. Atletico Roma). Non è avvezzo a toni trionfalistici, del resto è troppo signorile per abbandonarsi. A tratti riesce a celare la soddisfazione (e la consapevolezza) di avere compiuto un corposo, forse decisivo, passo avanti verso la finale play off. “E’ la prima partita vera della mia gestione”. Così esordisce il trainer dei capitolini riferendosi alla caratura dell’avversario. “La squadra – prosegue – ha eseguito tutto quello che avevamo preparato in settimana. Di fronte avevamo il Taranto, una formazione che non molla mai e possiede la caratteristica dell’umiltà. Noi siamo stati capaci di rispondere con le stesse qualità. Magari la rete iniziale ha condizionato il resto della partita”. Chiappara, ovviamente, non considera la sua squadra già in finale e indica la via maestra per il ritorno del Flaminio. “Dobbiamo mantenere la stessa concentrazione. Il Taranto è la squadra più temibile tra le antagoniste, dunque chi uscirà vincitore da questa semifinale potrà concretamente ambire a qualcosa d’importante (tradotto: la promozione in B). Sicuramente al Flaminio i nostri avversari disputeranno una gara d’attacco. Le mancanze del Taranto? Si sono affidati spesso alle palle lunghe puntando sulla fisicità dei loro giocatori. A volte non sono riusciti a coprire tutto il campo, in particolare quando è venuta meno la reattività degli esterni. Noi siamo stati bravi a mettere a nudo tali mancanze”. Scontato disquisire anche in merito al suo nuovo ruolo alla guida della squadra. “Ho cercato di dare un po’ di serenità ai miei ex compagni di squadra. Ma anche loro sono stati capaci di aiutarmi in questo nuovo compito calandosi in questa realtà con umiltà. Penso a calciatori come Franceschini e Baronio che hanno giocato ad alti livelli”. Quasi imbarazzante per la sincerità, quando si parla di assetto tattico: “Nel momento della mia investitura ho deciso di utilizzare il modulo 4-4-2, perchè era l’unico che conoscevo. Ad ogni buon conto il merito è dei ragazzi che mi stanno seguendo”

TARANTO: Bremec; Sosa, Colombini, Prosperi; Antonazzo, Giorgino, Di Deo, Garufo (14′ s.t. Sabatino); Rantier (21′ s.t. Russo), Girardi, Sy (33′ s.t. L.Chiaretti). A disposizione: Faraon, Panarelli, Branzani, Pensalfini. All. Dionigi

ATLETICO ROMA: Ambrosi; Balzano, Padella, Doudou, Angeletti (27′ s.t. Mazzarani); Babù (29′ s.t. Mazzeo), Baronio, Miglietta, Franceschini; Ciofani, Franchini (33′ s.t. Pelagias). A disposizione: Previti, Romondini, Caputo, M. Chiaretti. All. Chiappara

Arbitro: Viti di Campobasso (ass.ti Liberti di Pisa – Gava di Conegliano)
Marcatori: 12′ p.t. Babù (AR)
Ammoniti: Prosperi, Rantier, Sosa per il Taranto; Franceschini, Angeletti per l’Atletico Roma
Angoli: 11-3
Spettatori: 10.200 (30 ospiti)

Enrico Losito – www.calciopress.net

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