Connect with us

Pubblicato

il

(Calciopress – Sergio Mutolo) In attesa di Italia-Estonia, le parole del ct della Nazionale azzurra Cesare Prandelli (nella foto) suonano forti e chiare come sempre:  “Da agosto i calciatori che non giocano con continuità nei propri club, avranno delle difficoltà ad essere chiamati qui. Saremo più vicini, spero, ad una manifestazione straordinaria. Dobbiamo farci trovare preparati. Questo è un discorso in generale, non sto parlando di singoli in particolare. Palombo potrà venire in Nazionale anche giocando in B con la Sampdoria? Assolutamente sì”.

Il messaggio è stato interpretato a senso unico. Si è pensato che fosse diretto a Cassano e Balotelli. Due che giocano poco, rispettivamente nel Milan e nel Manchester City.

In parte è vero. Ma le cose non stanno in questi termini, a ben vedere. Lo spiega lo stesso ct, quando dice di non riferirsi a casi singoli e sottolinea di aver bisogno di gente fisicamente pronta sulla quale si possa fare un vero affidamento. Una circostanza che si verifica solo giocando in modo continuativo a certi livelli. Il riferimento a Palombo è significativo.

Il problema vero di Prandelli, comune a tutti gli altri allenatori delle Nazionali azzurre, è che ci sono intrinseche difficoltà a selezionare un gruppo valido sotto l’aspetto tecnico ma anche fisico. I nostri campionati professionistici sono infarciti di giocatori stranieri, anche nelle squadre Primavera e nelle categorie inferiori. la conseguenza è che i calciatori italiani giocano sempre meno.

Per chiarire il concetto servono cifre, illuminanti come sempre. Le prendiamo a prestito dalla pregevole rubrica Spy Calcio che Fulvio Bianchi tiene su repubblica.it: “Nella stagione sportiva 1995-’96 gli stranieri in Italia erano in tutto 66. Nel dicembre 1995 c’è stata la sentenza Bosman e così già l’anno dopo gli stranieri sono subito raddoppiati (119). Da allora un’escalation senza freni: 157 nel 1997-’97; 229 nel 1998-’99; 249 nel 1999-2000; 315 nel 2000-2001; 449 nel 2001-2202; 535 nel 2002-2003; 483 nel 2003-2004; 547 nel 2004-2005; 571 nel 2005-2006; 658 nel 2006-2007; 846 nel 2007-2008; 992 nel 2008-2009; 1005 nel 2009-2010. E 1032 nel 2010-2011, vale a dire nell’attuale stagione agonistica. Un incremento rispetto all’anno precedente. I club, e non solo quelli di A, d’altronde preferiscono comprare stranieri perché costano meno degli italiani (ma non sempre rendono di più, i campioni sono rari)”.

I numeri dicono che in Italia, per rialzare la testa a livello di Nazionali, serve un’inversione di tendenza. Ancor più questo è necessario quando si parla di selezioni giovanili. In altra parte di Calciopress abbiamo affrontato la questione partendo dal tracollo in Polonia della Nazionale Under 19, passata dalle mani di Piscedda a quelle di Zoratto senza apprezzabili risultati sul piano concreto (QUI i particolari).

Inutilmente Prandelli ha avanzato la proposta di far giocare stabilmente la Under 21 e la Under 19 in campionati professionistici della Figc (QUI i particolari). La Serie B di Abodi e la Lega Pro di Macalli hanno alzato dei muri invalicabili.

Idem dicasi per l’idea di Albertini di iscrivere le squadre B della Serie A alla Prima Divisione nazionale della Lega di Firenze (QUI i particolari). Anche in questo caso il no di Macalli è stato netto.

Cesare Prandelli, vox clamans in deserto, risolleva la questione in occasione di Italia-Estonia. Per ottenere risultati bisogna disporre di gente che giochi in continuazione. A livello della Nazionale maggiore come di quelle giovanili. Diversamente si continuerà a passare da un rovescio all’altro, non appena il gioco si farà duro.

L’auspicio è che le parole di un grande esperto (innamorato) di calcio come il nostro ct non cadano ancora nel vuoto. Cosa aspetta a raccoglierle la Figc di Giancarlo Abete?

Sergio Mutolowww.calciopress.net

 

Annuncio pubblicitario

OPINIONI

Editoriali7 giorni fa

Juventus Women, Braghin e una certa visione di futuro del calcio femminile italiano

Stefano Braghin ha percorso un cammino straordinario da quando è alla barra di comando del club bianconero. Il passaggio del...

Calciomercato3 settimane fa

Il talento di Sofia Cantore, una vera ‘predestinata’

Quando l’estate scorsa Sofia Cantore approdò alla Florentia, in prestito dalla Juventus Women grazie ai buoni uffici del direttore generale...

Opinioni3 settimane fa

Serie A Femminile: quando le gerarchie contano. Dopo tre giornate classifica spaccata in due

In un campionato con dodici squadre e appena 22 partite da giocare, tre giornate contano parecchio. La classifica è già...

Editoriali1 mese fa

Serie A Femminile, a proposito di professionismo e di azionariato popolare a Napoli

Non siamo nati ieri. Tutti sappiamo che il gioco del calcio non è solo un gioco, ma è anche un’azienda....

Opinioni2 mesi fa

Il senso dei tifosi per il calcio

Il calcio è uno sport bellissimo. Per le intrinseche dinamiche del gioco, ma anche per la valenza sociale e la...

Editoriali2 mesi fa

Serie A Femminile: fra sostenibilità economica e ‘sofferenza’ del calcio italiano

Sembrerebbe proprio che la festa sia finita, per il calcio professionistico europeo e, di conseguenza, per quello italiano. La crisi...

Editoriali2 mesi fa

Serie A Femminile, per nuove prospettive puntare verso nuovi orizzonti

La prima partita del campionato di Serie A Femminile, stagione 2020-21, si è giocata il 22 agosto 2020. La maggior...

Annuncio pubblicitario

Articoli del Mese

Copyright © Calciopress.net - Testata giornalistica reg. Trib. di Firenze atto 5591 del 04/07/2007 Direttore: Sergio Mutolo - Vicedirettore: Stefano Cordeschi - Direttore Editoriale: Berta Film