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(Calciopress – Sergio Mutolo). Coperta dal frastuono mediatico della Finale Champions di Wembley (dove Barcellona e United hanno dato spettacolo) e dalla Finale di Coppa Italia all’Olimpico di Roma (anche qui Inter e Palermo hanno fatto a gara per riavvicinare la gente a un calcio declinante) la notizia è passata quasi inosservata.

Parliamo dell’eliminazione della Nazionale Under 19 dalla Fase Elite del Campionato europeo di categoria (QUI i particolari). La selezione guidata da Zoratto cercava, in Polonia, il lasciapassare per la Fase Finale che si terrà in Romania.

Obiettivo miseramente fallito. Dopo un buon inizio che li aveva visti prevalere con i pari età dell’Ucraina (QUI i particolari) e della Polonia (QUI i particolari), gli Azzurrini sono letteralmente crollati nell’ultima gara giocata domenica con l’Irlanda (che ci ha rubato il posto che sembravamo aver prenotato in Romania).

Il sito web della Figc, prodigo di notizie in occasione dei successi con Ucraina e Polonia, sembra aver oscurato la notizia. Al momento in cui scriviamo, ancora l’eliminazione della Under 19 non è stata messa on line.

Il tentativo di ricostruzione affidato a Zoratto (QUI i particolari), dopo il fallimento del suo omologo Piscedda lo scorso anno (QUI i particolari), è finito in una bolla di sapone. Come diceva il buon Bartali, è tutto da rifare.

Un cammino difficile attende il vicepresidente della Federcalcio Demetrio Albertini e Arrigo Sacchi. La rivitalizzazione dei vivai italiani, in un campionato affollato oltre ogni misura da giocatori stranieri, è ancora di là da venire.

La proposta avanzata in Consiglio Federale – su impulso del ct della Nazionale Cesare Prandelli – di far giocare stabilmente la Under 21 (ricordiamo che la selezione di Ciro Ferrara deve ancora passare al vaglio di impegni ufficiali in cui vale il risultato, avendo finora giocato solo una sfilza di amichevoli) e la Under 19 (reduce da due rovesci consecutivi in ambito internazionale) nei campionati professionistici italiani è di là da venire (QUI i particolari). Il veto opposto dal presidente della Lega serie B Abodi e dal suo omologo della Lega Pro Macalli, è stato quanto mai netto.

Analogo il destino dell’idea di Albertini far giocare le squadre B della serie A in Lega Pro (QUI i particolari). Una soluzione molto diffusa all’estero. Non a caso sia Pep Guardiola che il Luis Enrique appetito dalla Roma si sono fatti le ossa nella squadra B del Barcellona.

Mentre tutte le proposte sono irrimediabilmente bocciate, i vivai continuano a essere una pianta secca in Italia. Il numero uno della Federcalcio, Giancarlo Abete (nella foto), resta in un angolo e continua a sfogliare la margherita. Intanto il sistema italiano incassa in campo internazionale una batosta dietro l’altra. Occorrerebbe ben altro piglio, per uscire da questo impasse.

Sergio Mutolo – www.calciopress.net

 

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