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Sergio Mutolo

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(Calciopress – Sergio Mutolo) Le disgrazie non vengono mai sole. Per completare una stagione già di per sè disastrosa, mancava solo lo scandalo del calcio scommesse versione 2011 (QUI, QUI e QUI i particolari).

Una bufera che scoppia nel momento peggiore. Tutto accade a ridosso delle partite in programma per gli spareggi. Si stanno per disputare i Play Off/Play Out in serie B (QUI i particolari) e in Lega Pro (QUI e QUI i particolari).

In gioco obiettivi importanti, che servono a dare un senso a questo sport. In serie Bwin ballano l’ultima promozione in serie A e l’ultima retrocessione in Lega Pro. In Prima Divisione di Lega Pro si devono decidere due promozioni in serie B e quattro retrocessioni in Seconda Divisione.

Partite attese, che arrivano a completamento del lavoro di un’intera stagione e hanno già catalizzato l’interesse di grandi folle di appassionati sugli spalti della Lega Pro (QUI i particolari). Enorme, anche sotto il profilo numerico, la partecipazione popolare registrata in occasione delle semifinali di andata dei Play Off di Salernitana, Hellas Verona, Taranto e Juve Stabia. Certamente analoga sarebbe stata la risposta di pubblico anche sui campi della serie B interessati agli spareggi per la promozione nella massima serie.

Quando accadono cose così, non si può non fermarsi a pensare. E’ terribile ciò che sta capitando, tutto insieme, a un calcio trascinato alla deriva da dirigenti inadeguati.

La prima riflessione pertiene al tradimento perpetrato nei confronti dei tifosi. Fermo restando che si attende la conclusione delle indagini e l’accertamento della verità vera (se mai esiste una verità vera), ci si domanda con quale spirito la gente deciderà di partecipare a eventi sportivi che – in mano a una ben oliata organizzazione – si sono dimostrati manipolabili a proprio piacimento? E’ stata tradita, dal suo interno, la passione di chi sostiene tutto il movimento. La credibilità del calcio è in caduta libera. Lo sgomento dei tifosi, architrave del sistema, è in ascesa esponenziale.

La seconda riflessione è di carattere tecnico-giuridico. Lo spettacolo deve comunque andare avanti? Il presidente della Figc, Giancarlo Abete, sostiene di si. Gli spareggi della Serie Bwin e della Lega Pro non verranno fermati.

E’ una scelta condivisibile, in considerazione dell’elenco (ancora approssimativo) di diciotto partite che potrebbero essere state truccate falsando le classifiche in testa e in coda? Al di là dell’aspetto etico della questione (ma l’etica in Italia è roba che si mangia? o di che altro tipo di diavoleria si tratta?) e senza entrare nello specifico dei singoli casi (ancora sotto inchiesta), non esiste il rischio concreto di dover ridisegnare ex post le classifiche? E di conseguenza invalidare i campionati e le griglie playoff/playout?

Gli spareggi, per essere disputati, devono essere il risultato di una classifica certa al di sopra di ogni ragionevole dubbio. Diversamente il ricorso alla giustizia ordinaria, per cercare di mettere a posto le cose, diventa più che un’opzione.

Paradigmatico quanto accadde nel 2003. Il Catania, retrocesso per decisione della Corte Federale, decise di adire la giustizia ordinaria. Passando da un ricorso all’altro, l’allora presidente etneo Riccardo Gaucci (figlio di Luciano) ottenne del Tar la riammissione del suo club escluso dalla giustizia sportiva. Non a caso ci ritroviamo con una serie A ipertrofica a 20 squadre e una serie B ingolfata da 22 club iscritti.

Dopo queste (doverose) premesse, buoni spareggi a tutti. E che Dio ce la mandi buona e senza vento.

Sergio Mutolowww.calciopress.net

 

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