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(Calciopress – Sergio Mutolo) Tom Mockridge, amministratore delegato di Sky Italia, ha messo il dito nella piaga. Era ora che qualcuno si decidesse a farlo. La sua lettera inviata al Corriere della Sera dimostra che il calcio è nudo. Il concetto espresso è chiaro nella forma e nei contenuti. Se non saranno assicurate la trasparenza e la correttezza delle partite (messe a dura prova dallo scandalo del calcio scommesse), i proventi erogati dalla pay tv di Murdoch sono destinati a calare.

Il sistema si è sentito cascare il mondo addosso. Il 65% degli introiti del mondo pallonaro, un miliardo di euro sul miliardo e mezzo che fattura in totale la serie A, proviene dai diritti tv. La Lega si sta azzannando da mesi per i 200 milioni dei bacini di utenza (QUI i particolari). La guerriglia in atto è ben lungi dal potersi dire conclusa.

Nei prossimi mesi i venti club della massima serie nazionale dovranno sedersi a un tavolo con Sky e Mediaset per trattare la vendita dei diritti per il triennio 2012-2015. Dopo il crac Dahlia vige di fatto un duopolio. I rischi che potevano derivare da questa situazione erano noti (QUI i particolari). Sarebbe sufficiente una decurtazione del 10-15% rispetto agli attuali compensi – ma si parla di una sforbiciata di ben altra entità – per mettere a serio rischio la già traballante impalcatura.

La perdita di 100-150 milioni di euro, in un sistema che non ha saputo costruirsi nel tempo fonti alternative di ricavo (ticketing e merchandising sono sconosciuti alle nostre latitudini), può mettere al tappeto i precari equilibri finanziari dell’azienda calcio italiana e aprire le porte dei tribunali fallimentari per non poche società.

La reazione scomposta di alcuni presidenti fa il paio con la minaccia di fabbricarsi da soli una propria televisione. Come se fosse semplice, una cosa del genere. E’ la prova provata della paura e dell’improvvisazione che serpeggiano in un sistema mai lungimirante. E’ stata buttata al vento la montagna di soldi piovuta addosso a un’organizzazione disattenta, che non può accampare meriti particolari in materia.

A questo punta la prevedibile manovra a tenaglia Sky-Mediaset per stringere i cordoni della borsa, diventerebbe una minaccia concreta. Pensare che l’Italia incassa, per diritti televisivi, una quantità di soldi inferiore solo a quelli della Premier League. Che scialo.

Sergio Mutolowww.calciopress.net

 

 

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