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(Calciopress – Sergio Mutolo) Sui diritti televisivi le posizioni delle parti in causa continuano a essere bellicose. La divergenza degli interessi in campo è sempre più marcata. Il rischio che la torta da dividere si riduca in modo drastico incombe. Cresce l’ansia tra presidenti che hanno a che fare con bilanci asfittici (QUI i particolari).

Nulla di fatto per i bacini di utenza. La soluzione del problema si trascina da mesi. La spaccatura tra le cosiddette “cinque sorelle” (Inter, Juventus, Napoli, Milan e Roma) e le quindici medio-piccole della Serie A Tim è sempre aperta (QUI i particolari).

La Roma deve ancora decidere con chi schierarsi. Per saperne qualcosa di più si aspetta la presa di potere di Tom DiBenedetto e dei suoi soci americani, prevista per i primi di luglio (QUI i particolari). La nuova proprietà sembrava aver deciso di cambiare fronte, ma la notizia non ha poi avuto seguito (QUI i particolari).

Continua il braccio di ferro tra la Lega Pro del presidente Mario Macalli e le due Leghe maggiori. Il numero uno della Prima e Seconda Divisione rappresenta gli interessi di 90 club (che potrebbero essere ridotti a 76 dal Consiglio Federale di fine giugno). I criteri di suddivisione dei diritti televisivi sono considerati penalizzanti dalla Lega di Firenze, pronta ad andare anche davanti al Tribunale civile di Milano (QUI i particolari).

Intanto il Tnas del Coni fa segnare un punto a favore di Macalli. Era stata ipotizzata dalla Lega serie A una ipotetica incostituzionalità della Legge Melandri-Gentiloni, che regola la vendita collettiva dei diritti televisivi (QUI i particolari). Il 17 giugno scorso il ricorso è stato ritenuto dal Tnas “manifestamente infondato” (QUI il testo integrale della sentenza). La guerra non finisce certo con questa decisione, ma almeno un po’ di chiarezza è stata fatta.

Sergio Mutolowww.calciopress.net

 

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