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(Calciopress – Sergio Mutolo) La Tessera del tifoso va avanti. La card del ministro Maroni prevede adesso nuove e più stringenti norme (QUI i particolari).

Unanime il plebiscito dei vertici del calcio italiano. Tutto bene per la Figc di Abete (QUI), per la serie A di Beretta (QUI) e per la serie B di Abodi (QUI). Non abbiamo letto dichiarazioni in merito da parte di Macalli, presidente della Lega Pro. La Prima e Seconda Divisione hanno comunque sottoscritto il protocollo. Forse il presidente della Lega di Firenze è, al momento, in tutt’altre faccende affaccendato (“Macalli, qualcuno salvi la Lega Pro“).

Dunque, i tifosi dovranno vedersela ancora con questo astruso documento che non trova alcuna analogia in tutta l’Unione Europea. Resta un paradosso tricolore. Uno tra i tanti della stagione opaca che sta attraversando il nostro (ex) Belpaese.

Nessuno ha tenuto conto delle traversie che ha comportato l’introduzione della Tessera, dalle Alpi al Canale di Sicilia. Tutte ampiamente documentate, come confermano le ripetute manifestazioni di dissenso negli stadi di ogni categoria professionistica (nella foto: i tifosi “non tesserati” della Fiorentina che occupano il parterre di Curva Fiesole del Franchi, mai così vuoto come nella stagione appena conclusa).

Ci permettiamo di dissentire dall’unanimismo imperante che sta contagiando i dirigenti di un calcio sempre più alla deriva. Senza robuste iniezioni di passione e slanci di fantasia, delle quali non vi è traccia, sarà una missione impossibile rilanciare questo sport (una volta) bellissimo.

Tenere i tifosi ai margini di ogni decisione significa indebolire l’architrave su cui tuttora poggia un sistema traballante (“Tifosi, il lato etico del calcio“). Sul tema riproponiamo una riflessione, sempre attuale, pubblicata da Calciopress il 5 agosto 2010 (Tessera del tifoso, il lato oscuro del calcio).

Sergio Mutolo www.calciopress.net

 

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