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(Calciopress-Stefano Cordeschi) Ormai la fine della Lucchese è assai chiara a tutti, o meglio a tutti coloro che la vogliono vedere, evitando di nascondersi dietro frasi ad effetto, o dietrologie. Giuliano Giuliani ha espressamente ammesso che dietro di lui non c’è nessun imprenditore in grado di dargli una mano. Specialmente ora, dopo gli eventi che hanno portato il socio di maggioranza agli arresti domiciliari, nessuna delle persone da lui contattate vuole avere niente a che fare con la Lucchese. Se è per questo, a quanto pare, neanche prima, visto che è da mesi che Giuliani corre in su e giù per lo “Stivale” con il nulla in mano alla ricerca di soci, mai presentati alla piazza cittadina. Così come appare chiaro che la cordata ligure, rappresentata dalla Nice srl, non dispone di quella liquidità promessa, capace di iscrivere la quadra al prossimo campionato professionistico. Tra titoli 3A, 1B e 4C, la Lucchese non approderà nemmeno in serie D. Una storia già vista, a cui i tifosi rossoneri hanno assistito ai tempi di Hadj, con la connivenza di chi sapeva e colpevolmente ha taciuto. Un po’ come sta accadendo nuovamente oggi.

E’ quindi iniziata tra i tifosi, la ricerca del colpevole di questa assurda e inconcepibile situazione, che sta portando la Lucchese al secondo fallimento nel giro di tre anni. Soprattutto non ci si capacita di come si possa essere arrivati ad una situazione del genere, senza aver speso, per il progetto sportivo, cifre tali da poter giustificare questo momento storico della Pantera. Ed in tal senso, i riferimenti alla gestione Hadj si sprecano. Con “l’Arabo”, così viene definito Fouzi Hadj, la Lucchese sfiorò il sogno di approdare nuovamente in Serie B dopo anni di assenza. Allenatori importanti, giocatori di livello e uno staff all’altezza della situazione, cozzarono con sprechi enormi ed ingaggi faraonici per la categoria. Un flop più o meno annunciato, tanto risaputo,  che, già prima del fallimento, Valentini e Giuliani, misero in campo alcuni contatti per rilevare la società.

Oggi i tifosi contestano proprio questa situazione debitoria, in controtendenza rispetto al progetto sportivo visto al Porta Elisa. A loro dire risulta essere esagerata una situazione del genere, rispetto agli investimenti fatti. A fronte di giocatori e tecnici non propriamente di richiamo e di uno staff, più a conduzione familiare che professionistico, la situazione debitoria sembra una sproporzione dura da digerire. Ed ecco che inevitabilmente tornano alla ribalta le situazioni extracalcistiche, messe in atto dalla società. In primis l’acquisto dei campi di San Donato, vera e propria zavorra nel bilancio del sodalizio rossonero, di cui ancora poco si sa, ma di cui sentiremo presto parlare, specialmente in caso di fallimento della A.S. Lucchese Libertas 1905.

Ma per puntare il dito contro i colpevoli, che siano i Valentini, i Giuliani o i liguri della Nice srl, c’è ancora tempo. Poco, ma c’è. Oggi, i tifosi rossoneri si apprestano ad organizzare l’ultimo saluto alla Pantera, con la rabbia di chi vede, con impotenza, sparire nuovamente i propri colori. Tra una dichiarazione e una smentita e, come disse Rino Formica, tra “nani e ballerine”, la Lucchese sta lentamente, ed in maniera kafkiana, lasciando sul campo 106 anni di storia, vituperata dall’ennesima gestione sbarazzina e da pretendenti improponibili.

Stefano Cordeschi – www.calciopress.net

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