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(Calciopress – Lui. Bel.) Sulla spinosa questione dei diritti tv legati ai bacini di utenza (ballano 200 milioni di euro che non si è deciso ancora come suddividere), non c’è più alcuna certezza in Lega serie A non si è più certi di niente.

L’assemblea straordinaria di ieri avrebbe dovuto essere quella risolutiva. Era stato chiesto all’Alta Corte del Coni di rinviare il giudizio sul ricorso delle cinque grandi grandi contro al famosa delibera fatta passare il 15 aprile con il voto compatto delle quindici medio-piccole. Invece il banco è saltato per l’ennesima volta.

Si sgretola il fronte delle cinque grandi? Al termine dei lavori (conclusi oltre le ore 20 dopo dieci ore di riunione) esplode la furia di Inter, Juventus e Milan. “Peggio di così non poteva andare”, parole di Galliani. L’ad del Milan aggiunge: “Siamo paralizzati, ogni proposta viene bocciata: è una situazione difficile per il calcio italiano”. Toni forti anche da parte di Paolillo dell’Inter: “Siamo sempre più spaccati”. E per concludere Agnelli, presidente della Juve: “Ci sono stati tuoni e fulmini sia fuori (il riferimento era alle condizioni atmosferiche, ndr) sia all’interno delle stanze della Lega”. L’asse tra le tre sorelle resta solidissimo, a prescindere dalla battaglia per la revoca dello scudetto 2006 che mette di fronte Inter e Juventus. Na­poli e Roma, invece, sembrano pronte a fare un passo indietro. La prova arriva dall’esito della votazione sulla proposta di Galliani di eliminare il dato auditel nel calcolo dei bacini di utenza: è stata espinta con 16 voti contrari. Il Napoli di de Laurentiis si è schierato con le medio-piccole. La Roma si è astenuta, adducendo il passaggio di proprietà in corso.

Ottimismo sul versante delle medio-piccole. Da questa parte filtra ottimismo. L’impressione è che la prossima assemblea potrebbe essere quella giusta per raggiungere la sospirata intesa: “Senza qualche uscita dei rispettivi capipopolo, ce l’avremmo fatta », ha commentato un dirigente.

Lotito vs Galliani. A un certo punto l’accordo sembrava raggiunto. Convergenza sul progetto di correggere, nelle linee guida dei criteri di ripartizione per il post-2012, i numeri delle indagini demoscopiche in cambio di un maggior peso della meritocrazia. E’ saltato tutto, dopo un’accessa discussione tra Galliani e Lotito. Il presidente della Lazio avrebbe voluto estendere gli accordi anche al periodo 2012- 15, conservando nel tempo i vantaggi ottenuti. L’ad rossonero ha re plicato proponendo di scorporare i cosiddetti diritti ‘ancellari’ (quelli, ad esempio, sulle interviste pre e post gara), che sarebbero diventati oggetto di vendita soggettiva per consentire alle grandi di recuperare qualche euro in più. Nulla da fare.

Quali scenari? La data del nuovo incontro non è stata ancora fissata dal presidente Beretta (giovedì o venerdì prossimo?). Le grandi non vorrebbero neppure riprendere il confronto ( “Meglio farlo direttamente in tribunale”). Nei prossimi giorni c’è attesa per la decisione dell’Alta Corte e per il giudizio del Tribunale di Milano in merito alla ri chiesta delle grandi di bloccare la delibera del 15 aprile (previsto per il 5 luglio).

Cambiare la legge Melandri-Gentiloni? Si potrebbe arrivare a una modifica della Legge Melandri-Gentiloni. Lo ha spiegato Gino Pozzo, figlio del patron dell’Udinese aggiungendo che “serve ancora una settimana per raggiungere un accordo. Abbiamo in mano tutti gli elementi che ci permetterebbero di arrivare ad una soluzione che riguarda anche il periodo post 2012. Abbiamo deciso di sospendere la delibera dell’assemblea votata dalle 15 piccole e di non procedere alla fatturazione della quota dei diritti tv frutto dei sondaggi sui bacini di utenza, mossa che sarebbe stata vista come un atto ostile dalle grandi squadre”. La legge Melandri-Gentiloni prevede che una quota del 40% delle risorse venga diviso in parti uguali fra tutte le squadre, il 30% sulla base dei risultati sportivi conseguiti e il 30% secondo il bacino di utenza. Dal 2012 si passerebbe a un 40% diviso in parti uguali e un 60% spartito in base a criteri meritocratici, eliminando i bacini di utenza. Occorrerebbe però una fase di transizione per il biennio 2010-2012: si è ipotizzato un passaggio intermedio che ridurrebbe dal 30% al 21% l’incidenza dei bacini di utenza.

Lui. Bel.-www.calciopress.net

 

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