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(Calciopress – So. Gian.) Si va verso una televisione a pagamento di proprietà e organizzata dalle due Leghe? La Serie A (ancora guidata dal dimissionario Maurizio Beretta) e la Serie B (condotta da Andrea Abodi) hanno dato il proprio assenso.

Venerdì mattina è stato firmato l’atto formale. Attraverso “Lega Service” i 20 club di A Tim e i 22 di Bwin cercheranno di mettere in piedi la “loro” televisione. “Lega calcio Service” è la società di servizi che funge da braccio operativo (immobiliare, finanziario e commerciale) delle due Leghe.

La nuova tv passerà da qui. In effetti la società è in via di liquidazione, per la scissione delle Leghe. Per superare l’impasse è stato aumentato venerdì il capitale sociale (da 550 mila euro a 6 milioni e 200 mila euro) ed è stato cambiato lo statuto con l’ampliamento dell’oggetto sociale (“Svolgimento di attività propria dei fornitori di servizi di media sulle reti di comunicazione elettronica, assumendo e gestendo qualsiasi attività attinente il settore della produzione e distribuzione di prodotti audiovisivi per la televisione e per qualsiasi altra piattaforma distributiva, anche multimediale, nonché quello dello sfruttamento promo-pubblicitario dei prodotti audiovisivi, ivi incluso a titolo meramente esemplificativo e non esaustivo spot pubblicitari, sponsorizzazioni, telepromozioni, televendite, manifestazioni a premi”).

L’autorità garante delle Comunicazioni e il ministero delle Attività produttive sono stati allertati per ottenere le autorizzazioni necessarie a trasmettere le partite sul canale satellitare e sul piattaforma del digitale terrestre.

Si dovrebbe partire da subito con un canale dedicato al digitale terrestre. Va riempito lo spazio lasciato libero dal crac di Dahlia Tv. Ci sono da acquistare i diritti delle otto squadre di Serie A che non rientrano nel palinsesto di Mediaset Premium (Cagliari, Catania, Cesena, Chievo Verona, Lecce, Parma e Udinese). Innanzitutto, l’emittente lombarda non deve rappresentare il soggetto unico della trattativa. Con il fallimento della pay tv svedese la Lega di A ci ha rimesso 21 milioni di euro e quella di B più di cinque. Entrambe hanno detto di no al concordato (circa il 16%) proposto. In prospettiva si pensa anche alla piattaforma satellitare, per contrastare l’ingombrante monopolio di Sky.

La decisione dei presidenti di A e B (con il supporto tecnico dell’advisor Infront) ha lo scopo di non abbassare il valore dei diritti televisivi in vista della trattativa per la vendita collettiva relativa al triennio 2012-2015 pronta a partire dopo la faticosa condivisione delle linee guida.

Le due Leghe non accetteranno offerte al ribasso rispetto all’introito previsto di un miliardo di euro l’anno. In caso contrario scenderanno direttamente in campo con la propria emittente. Fantacalcio? Lo scopriremo solo vivendo.

So. Gian. – www.calciopress.net

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