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(Calciopress-Matteo Mele) Il Milan si aggiudica la Supercoppa italiana, grazie ad un secondo tempo giocato a gran ritmo, trovando le giuste geometrie per far breccia su una difesa a tre, quella interista, apparsa più volte in difficoltà sulle avanzate rossonere. Eppure a partire meglio sono stati proprio gli uomini di Gasperini che, da subito, hanno impresso un buon ritmo alla gara. I neroazzurri hanno ben operato sulla zona di sinistra con Alvarez e Obi che, spesso, hanno messo in difficoltà Abate. La squadra di Gasperini, nella prima frazione, ha messo in mostra anche un buon fraseggio, con palle giocate di prima, che hanno permesso a Sneijder di mettersi in evidenza. Il gol su punizione dell’olandese è stato il coronamento del buon possesso palla offerto dai neroazzurri.

Ma è nella ripresa che il Milan ha espresso il meglio di se. A dispetto di una prima frazione di gioco, dove hanno palesato qualche defezione al centro del campo (manca il misterioso Mister X), soffrendo oltremodo l’assenza di quel giocatore capace di far ripartire la manovra con precisione. La squadra di Allegri è uscita dagli spogliatoi con altro piglio e, soprattutto, con altro ritmo di gioco e di corsa. Ed i risultati si sono visti subito. I rossoneri hanno preso in mano le redini del gioco, mettendo alle corde un’Inter apparsa stanca e, troppo vulnerabile nella sua fase difensiva.

Il pareggio di Ibrahimovic è stata la conseguenza della superiorità territoriale, che il Milan ha saputo calare nei secondi quarantacinque minuti. E, poco dopo, i rossoneri avrebbero potuto raddoppiare con Boateng che, solo davanti a Julio Cesar, si è fatto ipnotizzare dal portierone brasiliano. Ma Boateng si fa perdonare qualche minuto più tardi, ribadendo in rete un pallone che, su tiro di Pato, Julio Cesar era riuscito a deviare sul palo. La partita finisce praticamente qui e, quando Rizzoli, ordina la fine delle ostilità, può iniziare la festa rossonera.

Matteo Mele – www.calciopress.net

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