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(Calciopress-Stefano Cordeschi)  Sono in molti a credere che il calcio italiano sia uno dei pochi casi europei, dove la sconfitta non viene accettata, a prescindere. A dispetto di quei paesi, specialmente anglosassoni,  dove il verdetto del campo decreta una superiorità dell’avversario, riconosciuta dagli sconfitti. Anche in Spagna questa mentalità risulta essere ben impressa, anche a fronte di partite giocate con estremo agonismo. Le stesse società, da sempre antagoniste come Barcellona e Real Madrid, non hanno mai tenuto atteggiamenti, nei suoi tesserati, diversi da quelli imposti da questo tipo di mentalità. E se in qualche caso, sul campo, si è andati oltre,  si è sempre cercato di chiudere la disputa al triplice fischio finale.

Mai però, staff tecnico e dirigenza, sono scaduti in comportamenti antisportivi, tanto da risultare essere i primi ad impegnarsi nel calmare gli animi ai propri giocatori. Per questi motivi, i dirigenti del Real Madrid, con Florentino Pérez in testa, non avranno di certo gradito il comportamento del tecnico delle Merengue, Josè Mourinho che, oltre a subire l’ennesima sconfitta contro i rivali del Barcellona, ha dato un’immagine del club non appropriata alla fama e al palmares  della società. Il tutto, davanti a milioni di telespettatori.

Mourinho non è nuovo a questo tipo di comportamenti, totalmente tollerati dalla società ai tempi in cui allenava l’Inter, probabilmente meno a Madrid. Questo tipo di atteggiamenti, tra le altre cose, non fa altro che inficiare quanto di buono ha saputo fare la propria squadra al Nou Camp che, spesso, ha messo in difficoltà la squadra di Guardiola. Una situazione che, inevitabilmente, si riflette sulla squadra, innervosendola e allontanandola dal buon gioco che era riuscita ad esprimere.

Stefano Cordeschi – www.calciopress.net

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