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(Calciopress – Lui. Bel.) Stasera si gioca allo stadio Friuli Udinese-Arsenal, partita di ritorno dei Preliminari di Champions League.

All’andata finì 1-0 per i Gunners. Guidolin cerca stasera di rimontare lo svantaggio per accedere alla Fase a Gironi.

Ieri la squadra londinese amata da Nick Hornby (l’autore di Febbre a 90°) ha ceduto anche Nasri, passato al City per 24 milioni. L’ennesima cambio di maglia di un calciomercato che ha portato nelle casse del club una valanga di soldi. Sotto questo profilo le due società si somigliano. Hanno portato a casa finora circa 130 milioni di euro in due, pressocchè equamente suddivisi.

I Gunners arrivano a Udine con una squadra imbottita di giovani, più vicini ai venti che ai venticinque anni. Il più anziano del gruppo è il capitano Van Persie, appena ventottenne. Stasera, nel catino dello stadio friulano ribollente per i 35° gradi previsti, potremo vedere qualcuno di quei ragazzi di cui si parlerà moltissimo a fine stagione. Gente abituata a giocare dentro un impianto come l’Emirates Stadium (nella foto).

Wenger, che potrà sedere in panchina grazie a una deroga concessa dalla Uefa, non si preoccupa più di tanto. Il suo club sta in Champions da quattordici anni di fila. Vorrà pur dire storicamente qualcosa.

Spiega l’allenatore degli inglesi: “L’Arsenal ha un gioco e uno stile  che sono più importanti di chi li interpreta. Qualcuno compreremo, che si vada in Champions oppure no. Ma soprattutto promuoveremo i nostri giovani: per ogni giocatore che parte, c’è un’opportunità in più per chi è restato”.

A chi si riferisce il tecnico francese dell’Arsenal? Forse dei diciottenni Aneke e Chamberlain. Oppure dei diciannovenni Frimpong e Jenkinson. Glissando su uno come Rampsey che, appena ventenne, è già un punto fermo nello scacchiere del club londinese. Altro giocatore chiave è il diciannovenne Wilshere, che stasera mancherà per un infortunio (saranno assenti anche i due difensori Gibbs e Koscielny).

Dati inusuali per il calcio geriatrico al quale ci siamo assuefatti alle nostre latitudini. In Italia lo spazio per i giovani non c’è mai neanche in Lega Pro, figuriamoci in serie A.

I mediocri risultati in campo internazionale, penalizzanti al punto da averci fatto penosamente scivolare nel Ranking Uefa (QUI i particolari), sono sotto gli occhi di tutti. Eppure nessuno fa niente per cambiare le cose.

Il calcio secondo Hornby

Lui. Bel. – www.calciopress.net

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