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(Calciopress – Sergio Mutolo) Si riunisce oggi a Roma, sotto la presidenza di Giancarlo Abete (nella foto), un Consiglio federale carico di problemi irrisolti. Nuvoloni neri si addensano sul calcio italiano, che però tira dritto per la sua strada incurante dei segnali che arrivano da sistemi forse più consolidati del nostro (QUI i particolari).

Sarà il primo Consiglio dopo la coalizione decisa dalle quattro Leghe (QUI i particolari), che possono contare sul 70% dei voti (QUI i particolari) Incombe però il diritto di veto, che non è stato cancellato dallo Statuto federale. E’ sufficiente che una componente del Consiglio dissenta (per esempio l’Assocalciatori) per far saltare qualsiasi decisione.

Si deciderà innanzitutto la revoca dello sciopero dei calciatori di serie A. Un’ipotesi che potrebbe far slittare la prima giornata di campionato in programma nel week end (QUI i particolari).

Si giocheranno sabato gli anticipi? E’ tutto da capire, visto che i venti club della massima serie nazionale sembrano decisi ad alzare la posta (QUI i particolari) e l’Aic di Tommasi non pare disposta ad arretrare di un centimetro.

All’Hotel Parco dei Principi, terminato il Consiglio Federale fissato alle 11), i presidenti di A si riuniranno alle 14 per deliberare sul contratto collettivo. Molte le polemiche. In primis quelle tra il numero uno della Figc Abete e il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis.

Si parlerà anche della riforma dei campionati. Mario Macalli, presidente Lega Pro, vuole una serie unica a 60 squadre nel giro di due anni al posto delle attuali Prima e Seconda Divisione (QUI i particolari), ma l’Aic darà battaglia.

Si tratterà infine sulle quote giovani in Lega Pro, fondamentali per definire la vera mission di questa tribolata categoria. L’Aic di Tommasi vorrebbe togliere l’obbligatorietà del numero minimo di giovani in rosa. La Lega di Firenze vuole mantenerla, per continuare a garantire i contributi ai club.

Sergio Mutolo – www.calciopress.net

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