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(Calciopress – So. Gian.) Dopo che la vertenza tra Assocalciatori e Lega ha assunto i toni di una sfida frontale (QUI il punto della situazione) siamo al tutti contro tutti.

Una vera baraonda, dentro la quale ciò che resta del sistema calcio italiano rischia di affondare miseramente.

Registriamo alcune dichiarazioni che non promettono niente di buono per una soluzione strutturale del problema sul tappeto.

Massimo Cellino, presidente del Cagliari e consigliere federale (uno dei due che merco­ledì pomeriggio avrebbe firmato l’accordo collettivo dei calciatori ed evitato così lo stop del campionato), spara a zero sul presidente della Lega Serie A: “Beretta ha sbagliato tutto. Scientemente ha chiuso l’assemblea di Le­ga così da impedire la negoziazione di qual­siasi accordo nel Consiglio federale che era ancora aperto. In questi mesi ha agito solo in difesa degli interessi di un paio di club suoi amici. Lo ritengo responsabile dei danni eco­nomici che ha provocato al sistema e al Ca­gliari e gliene chiederò conto nelle sedi op­portune. L’altro giorno si sarebbe potuto evi­tare il peggio se solo avessimo chiesto ad Abete di venire a parlare in Assemblea. Il presidente federale sarebbe venuto ma Be­retta non lo ha nemmeno contattato. Anche se sarebbe stato avvilente presentare al pre­sidente federale un’assemblea composta di avvocati e direttori sportivi e soltanto di tre presidenti”.

Maurizio Zamparini è il solito fiume in piena. Il numero uno del Pa­lermo si stupisce (come fa da sempre) dell’andamento delle cose, usando un linguaggio colorito: “Abbiamo già tanti problemi nel nostro Paese, con gli operai che re­stano a casa senza lavoro, e noi invece stiamo a parlare di queste cazzate”. Se la prende con tutti, dai suoi colleghi di Lega al presi­dente della federcalcio Abete: “La Lega non esiste, siamo un branco di 20 presidenti com­pletamente dissociati”. Liquida la proposta di Abete: “il fondo di solidarietà? È una cosa demenziale. Dove lo vanno a prendere se non dalle nostre tasche?”.

Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, avanza una proposta dilatoria che potrebbe essere accolta salvando capra e cavoli per qualche mese: “Sediamoci al tavolo e faccia­mo un accordo temporaneo di qui a giugno: poi ci risediamo al tavolo, e cambiamo com­pletamente un contratto che nasce già vec­chio”. Ieri era a Mon­tecarlo per i sorteggi Cham­pions; “I club sono società per azioni, e devono fare profitto. Se non partiamo da questo, non capiam. Oggi dobbia­mo fare un accordo per gioca­re e arrivare al 30 giugno 2012, poi però bisogna rivede­re tutto. Ne ho parlato a Tommasi a Dimaro, durante il ritiro. Era interessato, ma non so quanto abbia capito: è una brava persona, ma un giocatore, non un imprenditore”.

Sciopero calciatori, arsenico e vecchi merletti

So. Gian. – www.calciopress.net

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