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(Calciopress – Lui. Bel.) Il calciomercato di Marotta e Paratici si chiude senza riuscire a liberarsi del peso di una quantità di esuberi tale, più o meno in tutti i settori, da rendere la rosa messa a disposizione di Antonio Conte (nella foto) ipertrofica e difficile da gestire. Un problema di non poco conto nell’imminenza del debutto in campionato.

Amauri, Il caso più eclatante è quello dell’attaccante italo-brasiliano Amauri, di fatto invendibile poichè zavorrato dal suo principesco ingaggio (circa 4 milioni di euro netti).  Il giocatore è un separato in casa dalla fine del ritiro di Bardonecchia. Per Conte resta il problema di un giocatore senza spazio nel suo modulo tattico. Pur di cederlo, Beppe Marotta e Fabio Paratici le hanno provate tutte. Ancora ieri era dato per certo all’Olympique Marsiglia, un club dove avrebbe giocato la Champions da titolare e potuto lottare per il titolo francese nella Ligue. Non ci avrebbe rimesso un euro. La Juve era pronta a concedergli una buonuscita da 3,2 milioni (lordi). Il club francese gli avrebbe offerto un contratto biennale da 2,5 milioni a stagione, diventato poi triennale entro la mezzanotte (ora di chiusura del mercato francese). Amauri ha detto no, l’ultimo di una lunga serie (voleva, si dice,  tre milioni netti di buonuscita). Il giocatore glissa: “Non voglio lasciare un club come la Juve. Sono a disposizione dell’allenatore e spero di poter dare una mano”. Ai posteri l’ardua sentenza.

Iaquinta
. Abbastanza opaco anche il futuro di Vincenzo Iaquinta, eterno infortunato. La Juve avrebbe voluto spedire via anche lui. Ora Antonio Conte se li troverà entrambi, lui e Amauri, in un reparto pletorico in cui scalpitano ben sette attaccanti. Un bell’enigma davvero.

Ziegler. Amare le parole di Reto Ziegler, dal ritiro della nazionale svizzera: “Ho parlato con il tecnico e mi ha fatto capire dall’inizio che non conta su di me perché ha altre idee”. Perché acquistarlo se Conte non lo voleva?: “Ho firmato per la Juve quando c’era Del Neri che, insieme a Marotta, mi conosceva ai tempi della Samp e mi ha voluto in bianconero. E io sono andato alla Juve per giocare e non per guardare gli altri”.  A Torino sperano nel trasferimento in Turchia, dove il mercato chiude il 5 settembre. Lui è scettico, però: “L’ipotesi Trabzonspor era una possibilità, ma non ho mai parlato con loro. L’ho fatto con Hitzfeld (il ct della Svizzera, ndr) e mi ha sconsigliato di andare in Turchia. E ora sono alla Juve come seconda scelta”.

E il difensore centrale?  Non è arrivato, alla fine, il difensore centrale necessario per puntellare un reparto che ne ha bisogno. Tramontati Lugano e Alex. Saltato lo scambio con lo Zenit tra Bonucci (che, a questo punto, diventa un caso anche lui) e Alves. Alla fine non è arrivato neppure uno tra Bocchetti, Gastaldello e Andreolli. In serata l’ad Marotta spiega: “Non abbiamo preso nessuno all’ultimo giorno perché non c’era nessuno all’altezza della Juve”. Se lo dice lui.

 

Lui. Bel. – www.calciopress.net

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