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(Calciopress-Stefano Cordeschi) Hanno lasciato il calcio professionistico con modalità diverse, ma con lo stesso risultato. Colpa di gestioni societarie disastrose ricadute sulle teste dei tifosi, costretti a rimboccarsi le maniche per l’ennesima volta. Un boccone troppo amaro da digerire, ma le presenze allo stadio non sono venute meno. Fallimento e ripartenza, è quanto hanno dovuto vivere le due tifoserie unite da un destino comune. Più fortunata la Salernitana, ripartita dalla Serie D. Meno la Lucchese, costretta ai campi di provincia dell’Eccellenza.

Domenica scorsa però, tutto questo sembrava non esistere. Sui campi dove Salernitana e Lucchese erano impegnate, nella prima giornata dei rispettivi campionati, è andata in scena quella che mai dovrebbe mancare nel calcio:  la passione pura, sgombra da qualsiasi interesse. Tutti uniti solo per la maglia. Con questo slogan, sul neutro di Porcari dove la Lucchese affrontava il Ghivizzano, si sono presentati in circa 1.500. Fieri dei propri colori i sostenitori della Pantera hanno mostrato i propri vessilli, inneggiando per tutta la gara a sostegno dei ragazzi di mister Lazzini.

Solito scenario per il Salerno Calcio che, all’Arechi, affrontava il Palestrina. In 5.000 hanno voluto testimoniare la propria passione e la loro vicinanza  alla squadra e alla nuova società. E’ vero, non c’erano i numeri della finale play off, persa contro l’Hellas Verona. Ma i sostenitori granata non hanno mai smesso di incitare i propri giocatori. Una risposta importante, rispetto a chi aveva visto nel fallimento della precedente gestione la fine del calcio a Salerno. Così non è stato. La prova provata l’hanno fornita proprio i cinquemila accorsi all’Arechi, per tenere a battesimo questa nuova avventura.

Per la cronaca la Lucchese ha strapazzato il Ghivizzano con un perentorio 1 a 5, mentre la Salernitana ha battuto il Palestrina con il più classico dei risultati. Un 2-0 non privo di qualche ombra, con una squadra ancora work in progress. Ma per una volta a vincere non sono stati i giocatori,  bensì i sostenitori delle due compagini. Capaci, ancora una volta, di lasciarsi alle spalle il passato per guardare al futuro con la passione che da sempre contraddistingue le due piazze. Tanto geograficamente lontane quanto vicine nel senso di appartenenza, vero e proprio sale di uno sport sempre più alla deriva.

Stefano Cordeschi – www.calciopress.net

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