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(Calciopress – So. Gian.) Un’indagine svolta da Demos-Coop ha tracciato, per conto del quotidiano Repubblica e per la quinta volta negli ultimi sei anni, la mappa del tifo in Italia. Passiamo in rassegna le principali indicazioni del sondaggio, commentato da Ilvo Diamanti, che propone un quadro simile al passato con qualche significativa variazione.

1. In Italia il numero dei tifosi è in calo. Nella popolazione, la percentuale di quanti si definiscono “tifosiè scesa nell’ultimo anno dal 52% al 45%. E’ la prima volta da quando Repubblica compie questa rilevazione (2005). Le cause sono riconducibili alla delusione e all’insofferenza suscitate dagli scandali e dalle tensioni che hanno scosso il calcio italiano negli ultimi cinque anni. Nella stagione scorsa si sono riproposti con particolare intensità. Ricordiamo le polemiche su Calciopoli tra Juve, Inter e Fiorentina; l’inchiesta sulle scommesse, che ha coinvolto giocatori e società dei campionati maggiori e minori; le tensioni fra la Lega e l’Associazione Calciatori, sfociate nella sospensione della prima giornata del Campionato di Serie A; le divisioni in seno alla Lega, fra grandi e piccole società, intorno alla questione dei diritti televisivi.

2. Distribuzione dei tifosi tra le squadre principali. E’ un dato statistico stabile. Al primo posto, per numero e quota di tifosi, la Juventus (30% del totale). Poi Inter (19%) e Milan (16%), con quest’ultimo in lieve crescita rispetto all’anno scorso sotto la spinta dallo scudetto. Seguono, tra il 10% e il 4,5%, nell’ordine: Napoli, Roma e Fiorentina. Tutte le altre, in diversa misura, si dividono il rimanente 17%.

3. Percentuale dei tifosi che “odiano” un’altra squadra. E’ cresciuta ancora, di quasi 10 punti percentuali, la quota dei tifosi che provano antipatia e talora “odio” verso un’altra squadra. Oggi ha superato il 50%. La svolta è avvenuta nel 2006, dopo Calciopoli. Da allora la squadra più “odiata” dagli italiani è divenuta l’Inter, che ha superato nettamente la Juve e il Milan. Queste tre squadre intercettano quasi metà delle antipatie. Anche perché i tifosi le esprimono apertamente e reciprocamente.

4. Tra i tifosi il “sospetto” è la regola. Nel mondo del calcio il sospetto è la regola, o quasi. Il 55% dei tifosi, quando gli arbitri sbagliano pensano, come diceva Andreotti, che “a pensar male si fa peccato, ma quasi sempre ci si azzecca…”. Due tifosi su tre, inoltre, considerano la cosiddettaCalciopoli”, l’inchiesta sul “sistema” di illeciti che avrebbe condizionato i campionati per molti anni, come un caso di giustizia sportiva viziata da molti errori. Oppure palesemente ingiusta, perché a senso unico. E quasi metà dei tifosi ritiene che lo scudetto della stagione 2005-2006 non avrebbe dovuto essere assegnato a nessuno. Anche verso lo “scandalo scommesse“, esploso negli ultimi mesi, i tifosi mostrano un atteggiamento disincantato e per nulla indignato. Solo il 5% di essi pensa a una “montatura”, ad opera dei magistrati e dei media. Mentre il 31% pensa a un fenomeno che riguarda casi isolati. I due terzi dei tifosi, invece, ritiene che questa pratica illecita abbia coinvolto molti giocatori e, ancor più, molte società. Insomma, i tifosi, più ancora del resto della popolazione, pensano male del mondo che frequentano con assiduità.

So. Gian. – www.calciopress.net

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