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Il futuro dei nuovi stadi italiani è cominciato ieri a Torino. Al di là della fastosa cerimonia di inaugurazione, lo Juventus Stadium segna un passo decisivo nel cammino del calcio italiano verso il cosiddetto modello inglese. Impianti più piccoli, moderni, confortevoli, plurifunzionali, con meno barriere, vivibili sette giorni su sette.

Gli spalti sono a ridosso del campo (7,5 metri la prima fila, 49 metri l’ultima). Il design è avveniristico ed elegante (interni griffati Pininfarina, esterni Giugiaro. L’impianto è fruibile sette giorni su sette, grazie alle sue proposte seducenti: Stadium Tour (da ottobre), Museo della Juventus (dalla primavera), 8 aree di ristorazione e 21 bar, ipermercato adiacente e maxi-parcheggi (per 4mila automobili).

L’elemento più innovativo, la vera scommessa del club bianconero, è il fatto che si tratta di un open space, senza barriere, grate, vetrate (salvo quelle che delimitano il settore ospiti). Addio alle curve (il perimetro è rettangolare).

Lo Juventus Stadium può contenere 41 mila spettatori. E’ costato 105 milioni di euro. I posti più esclusivi sono 3.600 (4 Suites e 64 Sky Boxes), 4mila sono i posti auto. L’area urbana interessata dal progetto è di 355.000 metri quadrati: La superficie dello stadio è di 90.000 metri quadrati. Il centro commerciale ne occupa 34.000. Intorno al perimetro sono previsti 30.000 metri quadrati di aree verdi.

La società di Andrea Agnelli conta di incrementare i ricavi da stadio di circa 20 milioni nella stagione 2011/2012, passando dagli attuali 11,5 milioni a 32 milioni. Il peso sul fatturato complessivo dovrebbe passare dal 7% al 19,6%.

Il simbolo della struttura sono i due pennoni tricolori di sostegno, alti 86 metri. La tribuna stampa conta 275 posti. Gli spogliatoi sono 3. A disposizione della sicurezza ci sono 2 pitch view studio.

Redazioneweb – www.calciopress.net

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