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(Calciopress – Sa. Mig.) L’esordio in serie A del Novara, che tornava a calcare un campo della massima serie nazionale dopo 55 anni, è stato assolutamente positivo (2-2 in rimonta al Bentegodi di Verona con il Chievo).

Il presidente del club azzurro, Carlo Accornero, si gode il giorno dopo. Intervendo a Radio Anch’io lo sport analizza la partita: “Siamo molto contenti dell’esordio. La partita non è iniziata nel modo migliore nei primi 20 minuti, con qualche tensione derivante dal ritorno in A, e il Chievo ci ha giustamente punito. Ma la nostra forza sta nel gruppo e la rimonta ci dà morale per il prosieguo del campionato. Ora ci dobbiamo rendere conto che siamo arrivati in serie A”.

La prossima è al Piola (nella foto) con l’Inter di Moratti e Gasperini, ferita dal 4-3 subito dal Palermo del neofita Mangia nel posticipo della seconda di campionato. Accornero non nasconde la sua soddisfazione: “Ci è dispiaciuto non aver potuto esordire in casa, è stato un peccato anche per chi ha lavorato freneticamente, giorno e notte, per adeguare lo stadio alla serie A. Sarebbe stata una bella festa, ma siamo contenti anche così. La prima in casa con l’Inter fra due settimane sarà molto impegnativa, ci emoziona molto e ci spaventa. Ieri abbiamo pagato lo scotto, ma sono convinto che sarà una notte meravigliosa”.
Parole di grande stima per il tecnico Attilio Tesser, confermato dopo la promozione, condite da un paragone che potrà sembrare irriverente: “Siamo molto felici di essere in buone mani. Ha saputo creare un gruppo di persone che lavorano con serietà e passione. Figurarsi se in una realtà di questo tipo il Novara potesse cambiare allenatore dopo la promozione. Il nostro tecnico è Tesser e ci teniamo moltissimo. Il nostro Ferguson? Assolutamente sì”.

La forza del Novara, spiega Accornero, è quella della serenità: “Qui la gente ha voglia di andare a vederela partita. C’è un clima di serenità e leggerezza, tutto ovviamente favorito dal fatto che negli ultimi due anni abbiamo vinto sempre. Abbiamo mantenuto rapporti di sponsorizzazione esclusivamente con aziende del territorio, che ci ha sostenuto in modo straordinario e che è il nostro patrimonio”.

E dell’organizzazione, ovviamente: “Abbiamo cercato di mettere il Novara in condizione di operare seriamente, con strutture di qualità come Novarello, un settore giovanile importante e un gruppo di professionisti di primo livello. Se questo rappresenta un modello preso da qualcuno non lo so, ma è quello che stiamo cercando di portare avanti e direi che siamo molto soddisfatti”.

Sa. Mig. – www.calciopress.net

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