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(Calciopress-Stefano Cordeschi) Siamo solamente alla terza giornata di campionato, seconda effettiva, ma per Inter e Roma è già tempo di bilanci. La lente di ingrandimento è puntata soprattutto sui due tecnici che, per diversi motivi, sono chiamati ad una sorta di prova del nove. Da un lato Gasperini, in crisi di risultati, ma anche di un gioco che non riesce ad emergere, dall’altra lo spagnolo, alle prese con un gioco che sembra migliorare di giorno in giorno, ma con il problema del gol da risolvere, e qualche errore di troppo nella lettura delle gare.

OCCHIO GASP!: Tra Gasperini e Luis Enrique, quello che più sembra in procinto di lasciare la panchina, a prescindere dal risultato di questa sera, appare essere il tecnico neroazzurro, reo di non aver saputo dare alla squadra una identità precisa. L’aver snaturato il proprio credo calcistico, portando la difesa a quattro, sotto la pressione del presidente Moratti, non ha giocato a favore del “Gasp” che, in tal senso, ha dato segno di cedimenti di tipo caratteriale. La sensazione è che presto o tardi, il tecnico sia destinato a lasciare la panchina neroazzurra. Anche le dichiarazioni recenti di alcuni giocatori, hanno riportato alla memoria i tempi di Benitez, fatto fuori, soprattutto, da una baronia, ben solida tra i giocatori neroazzurri e sempre attiva, tranne nel periodo di Josè  Mourinho, unico “dittatore” in grado di tenere a bada certe situazioni, sfruttandole a proprio vantaggio. Ora che la gestione, di fatto, è tornata nelle mani del presidente Moratti, si è tornati mestamente al passato. Per questi motivi, alla lunga, Gasperini, se non riuscirà a scendere a patti, rischierà di perdere la panchina, così come accaduto ai suoi predecessori, Mourinho a parte. La gara con la Roma, potrebbe non essere decisiva per un eventuale esonero, bisognerà vedere però, come la squadra risponderà alle sollecitazioni del tecnico. Da lì si riuscirà a capire meglio se l’avventura di Gasperini è destinata a continuare o concludersi al più presto.

ENRIQUE FIDUCIA IL…LIMITATA: Meno pressioni per Luis Enrique che incassa, per ora, la fiducia della società e della squadra, con capitan Totti che organizza una cena con giocatori e staff tecnico al completo, per meglio conoscersi, visti i tantissimi arrivi che si sono succeduti in estate in casa giallorossa. Tutti concordi nel dire che il tecnico spagnolo sta ben operando e, che i primi frutti, iniziano a vedersi, in un gioco sempre più arioso, fatto di un possesso palla importante. Il problema della Roma, al momento, è legato al gol che tarda ad arrivare, ma sino ai sedici metri avversari, i giallorossi non hanno mai sfigurato, anzi. Ma si sa, nel calcio quel che conta sono i risultati, e quando questi vengono a mancare, almeno dalle nostre parti, ci si comincia a spazientire oltremodo. Roma, calcisticamente parlando, è una piazza assai esigente, su entrambi le sponde, dove attendere i frutti di un lavoro programmato, resta spesso difficile, specialmente se la squadra rivale ottiene risultati e consensi. Per questi motivi, Luis Enrique è chiamato ad invertire la rotta, almeno dal punto di vista matematico, mettendo in cascina punti classifica. Lo spagnolo, che ancora non si esprime in un italiano accettabile, ha però ben compreso l’ambiente, sfoggiando una maturità umana di spessore, con dichiarazioni, spesso dure, ma alquanto efficaci. Ha saputo creare e risolvere allo stesso tempo il “caso” Totti, portando, in ultimo, dalla sua parte il capitano giallorosso. Anche nelle sue ultime affermazioni, che parlano di un tecnico non prettamente legato alla panchina in assenza di fiducia, c’è un monito a tutta la piazza giallorossa di remare in una direzione unica, dando tempo al tempo per l’obiettivo finale, ovvero, quello di costruire qualcosa di importante e duraturo.

Stefano Cordeschi – www.calciopress.net

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