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(Calciopress – Redazioneweb) Non è piaciuto, a Gianpaolo Pozzo (nella foto), il clima che si è respirato al “Friuli”, giovedì sera, in occasione della gara di Europa League. Non sono piaciuti, all’azionista di riferimento della Società bianconera, i fischi e i mugugni del pubblico durante la “prima” uscita nell’ex coppa Uefa della formazione di Francesco Guidolin. Lo rende noto il sito web del club friulano, riportando alcune riflessioni a voce alta del patron bianconero.

Presidente si aspettava un atteggiamento diverso da parte della tifoseria? “Si, e non nascondo di essere rimasto perplesso e amareggiato. Non mi è piaciuto per niente il clima di sfiducia che ho respirato giovedì sera nei confronti della Società e della squadra. È ovvio che, giocando ogni tre giorni e anche in vista della gara interna con la Fiorentina, ci fosse la necessità di cambiare parecchi elementi rispetto alla gara di Lecce. Con il Rennes sono scesi in campo ragazzi giovani su cui noi puntiamo ad occhi chiusi, ma che, come è normale che sia, hanno bisogno di tempo e di pazienza per adattarsi alle difficoltà del calcio italiano e agli schemi tattici dell’allenatore. E il pubblico come ha reagito? Alle prime difficoltà mormorii di disapprovazione e fischi. No, questo non va bene. La squadra e i ragazzi vanno incoraggiati, non contestati”.

I Suoi riferimenti vanno soltanto alla gara di giovedì scorso? “No, questo clima di pessimismo e disfattismo, a priori, aleggia da parecchio tempo e certamente a crearlo ha contribuito anche una campagna di una parte di stampa che in estate altro non ha fatto che criticare pesantemente il nostro operato. Il calcio, a Udine, lo facciamo da sempre in questa maniera e non sappiamo farlo in alcun altro modo. Per cui ritengo che sarebbe intelligente, da parte dei tifosi, sostenere ed incoraggiare i ragazzi, non criticarli al primo errore che commettono. Sembra quasi che aspettino la prima sconfitta, che in una realtà come la nostra è fisiologica, per contestare a spada tratta tutti. E questo, francamente, non lo accetto. Noi crediamo che il supporto della gente sia fondamentale e per questo abbiamo deciso di ristrutturare completamente il “Friuli”. Per fare sentire alla squadra il calore e l’amore del pubblico. Ma se questo viene a mancare che senso ha investire tempo e risorse in un’avventura di questo tipo? Noi investiremo 30 milioni di euro e questo tipo di sforzo lo faremo per un pubblico intelligente come mi è sempre sembrata la gente che ci ha seguito in tutti questi anni”.

Secondo Lei la tifoseria è delusa dal mercato estivo? “Per prima cosa dico alla gente di non preoccuparsi che il sottoscritto non si arricchirà di certo con i soldi dell’Udinese Calcio. Quello che incasseremo dalle cessioni estive – e dico incasseremo perché il pagamento dei giocatori avverrà nel corso di quattro anni – sarà come sempre reinvestito. Se poi parliamo di indebolimento della rosa non sono d’accordo o, meglio, l’unico che potremmo rimpiangere è Sanchez che, però, non sarebbe stato comunque a disposizione di Guidolin in questo periodo per i noti problemi muscolari che lo stanno tenendo ai box a Barcellona e che si trascina dalla fine della passata stagione. Ma, secondo me, se non avessimo avuto nelle ultime settimane alcuni problemi nel reparto offensivo saremmo stati a posto e Di Natale non sarebbe stato costretto agli straordinari”.

Redazioneweb – www.calciopress.net

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