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(Calciopress – Redazioneweb) Il presidente della Lega Pro, Mario Macalli (nella foto), è intervenuto ai microfoni di Radio Sportiva.

E’ stato interpellato sull’idea, rilanciata qualche giorno fa da Sacchi, di dare maggiore spazio ai giovani della serie A e di farli giocare – in squadre “B” – nella cadetteria o in Lega Pro.

La posizione del numero uno della Lega di Firenze è categorica: “La proposta delle seconde squadre? E’ una follia, punto. Questa roba qua non credo tra l’altro sia il volere dei presidenti delle squadre di serie A. E’ stata una proposta di un direttore sportivo, ma i direttori sportivi hanno tanti problemi. Prima di tutto devono far quadrare i conti, ma soprattutto devono trovare spazio e sistemazioni ad una serie di giocatori che non sanno dove mettere”.

Macalli è più che mai deciso a difendere i valori della sua categoria: “Io dico che bisognerebbe pensare bene a quello che è il valore della Lega Pro. Nella Nazionale del 2006 c’erano sette giocatori che venivano dalla serie C. Non ricordo invece campioni usciti dalle formazioni Primavera”.

Sul destino dei giovani nel sistema calcio italiano il suo pensiero è chiaro: “Se ne parla tanto ma non si fa niente. L’unica lega che fa qualcosa di concreto per i ragazzi è la Lega Pro. Sentoparlare anche Arrigo Sacchi, che va in giro a fare convegni senza rendersi bene conto di quello che accade. Ci hanno trattato come spazzatura, hanno diviso i campionati senza tener conto del fatto che noi non eravamo d’accordo. Questo è quello che pensano dei giovani. I presidenti sono alla mercè della piazza, e quindi dei giovani non gliene importa niente”.

Duro anche il giudizio sull’Aic di Damiano Tommasi: “Tommasi? Ha un problema. Le seconde squadre servono per tutti i giocatori che sono ai margini delle rispettive rose. Noi non siamo un albergo, la riviera è piena e non ci sono posti letto per gente che viene mandata a svernare!”

Come mai questa formula all’estero va? Macalli ha la sua idea: “Perchè all’estero funziona? Perchè c’è un calcio diverso, c’è una storia diversa. L’Italia non è nè l’Inghilterra, nè la Spagna, nè la Germania. Il nostro campionato di terza serie è unico al mondo. Chi non conosce la storia del nostro Paese deve star buono. Fino a quando ci saremo noi a governare queste cose non si faranno”.

Redazioneweb – www.calciopress.net

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