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(Calciopress – Sa. Mig.) Ultime due gare del girone C per l’Italia, già qualificata con due turni d’anticipo alla fase finale di Euro 2012. Prima la Serbia a Belgrado, venerdì 7 ottobre. Poi l’Irlanda del Nord a Pescara, martedì 11.

Per questi due impegni il commissario tecnico Cesare Prandelli diramerà domenica pomeriggio, dopo le partite di campionato, la lista dei convocati che si raduneranno lunedì 3 ottobre entro le ore 12 presso il Centro tecnico federale di Coverciano.

Gli Azzurri svolgeranno nel pomeriggio, alle ore 16.30, il primo allenamento, mentre nei giorni seguenti sosterranno due sedute di lavoro giornaliere, con una partitella controla Rappresentativa Under 20 di Lega Pro nel pomeriggio di martedì 4 (ore 16). Giovedì, dopo l’allenamento del mattino, la Nazionale partirà per Belgrado

La partita Serbia-Italia del 7 ottobre ha il bollino rosso, Platini ne ha parlato con il ministro serbo, Snezana Samardzic Markovic: “Siete sotto l’occhio vigile dell’Uefa”, le ha ricordato. E’ chiaro che, al minimo incidente, scatterà un sanzione pesantissima.

La Serbia rischia di essere tagliata fuori dal calcio europeo proprio quando è a un passo dal possibile spareggio per Euro 2012. Sarà sufficiente la vittoria con l’Italia o, in alternativa, in Slovenia per conquistare un secondo posto che molti giudicavano impossibile dopo la falsa partenza e la sconfitta a tavolino incassata al Ferraris di Genova per i noti incidenti (nella foto).

La Federcalcio di Belgrado sta cercando la strada della persuasione. Aleksandar Boskovic, il capo ufficio stampa, ha detto: “Invitiamo tutti ad aderire al codice del fair play. I nostri tifosi devono dimostrare all’Europa e all’Uefa che da noi si va allo stadio per gustarsi il calcio e nient’altro”.

Da Belgrado è stata chiesta la collaborazione della Federcalcio italiana. Oggi Giancarlo Abete firmerà un protocollo di collaborazione e di amicizia con il collega serbo. Spiega Roberto Massucci, dirigente del Viminale che si occupa della sicurezza della Nazionale: “Questa volta l’intesa è stata molto forte ed è cominciata ad ottobre. Ci sono state riunioni e un flusso di informazioni sia sugli elementi potenzialmente pericolosi sia sulle procedure da adottare”.

La Federcalcio italiana, su richiesta dei serbi, non ha messo a disposizione biglietti per i nostri tifosi. “Non significa che non ce ne saranno – ammette preoccupato Massucci -, la vendita procede on line e in uno stadio pieno ogni scintilla può avere effetti disastrosi. Il dato positivo è che i serbi, a differenza degli sloveni, non nutrono astio per gli italiani. Anche a Genova si scatenarono per ragioni che non avevano niente a che fare con noi e con la partita”.

Mercoledì partirà per Belgrado una piccola squadra di esperti del Viminale, con il compito di sorvegliare anche il ritiro degli azzurri. “La nostra presenza – conclude Massucci – avrà lo scopo di aiutare gli italiani coinvolti in situazioni pericolose, al resto penseranno i serbi”.

Sa. Mig. – www.calciopress.net

 

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