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(Calciopress – Lui. Bel.)– Si va verso la libera circolazione dei diritti televisivi? Le pay tv potrebbero perdere l’egemonia del mercato televisivo del calcio? I broadcaster televisivi saranno costretti a rimanere con un pugno di mosche in mano? Le Leghe europee si troveranno presto con l’acqua alla gola?

Il rischio esiste ed è più forte di quanto non si creda. I presidenti dei club di Premier League si sono già riuniti a Londra presso l’Hotel Churchill per valutare una questione che rischia di incidere pesantemente sulle loro finanze. Le entrate legate ai diritti Tv costituiscono circa la metà dei ricavi messi a bilancio nella serie A inglese. Fanno affluire circa 1,8 miliardi di sterline nelle casse delle società.

Tutto nasce dalla scelta in apparenza solo un po’ furbetta della proprietaria di un pub inglese. La signora ha avuto la brillante idea di  utilizzare schede tv greche per offrire agli avventori del suo locale le partite della massima divisione inglese.

Il servizio offerto dalla BSkyB per i servizi commerciali ha un costo, in Inghilterra, di circa 10mila sterline l’anno. Quello offerto dalla società greca Nova è inferiore di circa un decimo. Per BSkyB una sentenza a favore del pub porterebbe a una perdita di circa 70milioni di sterline.

La Corte di Giustizia della Ue ha annunciato che martedì deciderà sul ricorso (incautamente) presentato dalla Premier League.

Il fatto è che l’avvocato generale della Corte di Lussemburgo, Juliane Kokott, ha già emesso il suo autorevole parere in merito il 3 febbraio scorso. A suo modo di vedere il diritto dell’Unione “non consente di vietare la trasmissione in diretta di incontri di calcio della Premier League nei locali pubblici utilizzando schede di decoder straniere”. Un’opinione che spesso coincide con la sentenza vera e propria.

Se martedì prossimo la Corte di Giustizia deciderà di conformarsi come di prassi avviene al punto di vista dell’avvocato generale, le conseguenze per il sistema potrebbe essere devastanti.

Chiunque e in qualsiasi nazione europea, considerato che le sentenze della Corte del Lussemburgo valgono su tutto l’ambito territoriale dell’Unione, potrà comprare una scheda per il calcio in pay tv in paesi dove costano di meno e guardarsi legalmente tutte le partite che vuole sul proprio televisore.

Attualmente le cose non stanno proprio in questi termini. I diritti televisivi del calcio vengono venduti alle pay tv in base alla configurazione dei “limiti territoriali” entro i quali essi possono essere fatti valere.

Le principali Leghe del Vecchio Continente son in ansiosa attesa. E’ sulla vendita dei diritti tv alle televisioni a pagamento riescono spesso a far quadrare i propri traballanti bilanci.

Senza contare che gli stessi broadcaster televisivi potrebbero essere investiti da una tempestosa deregulation con il conseguente innesco di un crollo dei prezzi “al ribasso”.

A risentirne sarebbe la stessa Uefa, che si troverebbe a riscrivere le modalità di distribuzione dei diritti televisivi ai club di Champions e Europa League,

Calcio e diritti tv, uno scialo senza fine

Lui. Bel. – www.calciopress.net

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