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(Calciopress – Lui. Bel.) La Corte di Giustizia della Ue ha sancito che la vendita e l’utilizzo di schede di decodificazione estere non possono più essere vietati all’interno dei 27 paesi membri. Una novità che potrebbe far saltare il banco delle Leghe europee che vivono di diritti televisivi e delle pay tv (QUI i particolari).

Gli scenari possibili. Andiamo verso una liberalizzazione selvaggia? Rischia di saltare l’esclusiva concessa alle pay tv per trasmettere le partite di calcio in televisione? Quali saranno le ripercussioni sul mercato europeo? Quali su quello italiano? Le domande si accavallano senza risposte, per ora. Si può stare certi di una cosa. In molti stanno facendo frullare il cervello per sfruttare al massimo questa occasione. Ci sarà da divertirsi.

Le prime reazioni in Italia. Si dichiara pessimista il presidente di Mediaset, Fedele Confalonieri. Intervenuto a un convegno sulla tutela del diritto d’autore ha lanciato l’allarme: “Così salta tutto. Chiunque può prendere un decoder greco e bypassare i diritti acquisiti”. “L’effetto pratico di questa sentenza sarà praticamente nullo”, assicura Riccardo Silva, presidente della Mp & Silva, la società che si occupa di vendere i diritti della serie A all’estero. Per Giorgio Giovetti, responsabile dei diritti tv per Mediaset, “è una bella patata bollente. Così viene voglia di aprire punti vendita in Italia per abbonamenti alla tv albanese”.

Serie A e calcio in tv. In Italia le cose non dovrebbero essere così tragiche come pensa Confalonieri, almeno all’inizio. L’offerta di Sky sulla piattaforma satellitare è stracciata che più stracciata non si può: 39 euro al mese per garantirsi tutti i match della serie A, quelli della Champions e gli eventi previsti dal canale Sport. Idem dicasi per Mediaset Premium sul digitale terrestre (19 euro al mese). Siamo già a prezzi di saldo. Prima di comprare schede all’estero, gli italiani ci penseranno molto bene sopra. In effetti in Albania, come ha paventato Giovetti, l’emittente Super Sport offre a 21,3 euro al mese un pacchetto che include la serie A. Si tratta di una tra le proposte più vantaggiose in Europa, che però impallidisce al confronto delle offerte di Sky e Mediaset. Senza contare che per ora, all’estero, i palinsesti sono soggetti a variazioni. Nessuno assicura la diretta di tutte le partite del campionato italianoe l’assistenza tecnica è tutta da verificare.

Locali pubblici e calcio in tv
. Il problema vero, al momento e prima che internet decida di spolpare l’osso (quando deciderà di farlo saranno guai seri per tutti…), è il calcio in tv nei locali pubblici. Le pay tv (e le Leghe) sono in agitazione non tanto per le scelte dei singoli utenti. L’ansia è perdere i titolari di bar, pub e ristoranti dove tanta gente va a vedersi le partite in compagnia. In Inghilterra il contenzioso è nato tra la Premier e la signora proprietaria di un pub che utilizzava una scheda greca.  Qui la cifra richiesta da Sky ai gestori dei locali si aggira intorno alle 10 mila sterline. In Italia i prezzi sono più modesti (269 euro al mese per e 82 per Mediaset). In attesa dei ricorsi vale la pena di sottolineare che il pacchetto-pub offerto in Polonia da Canal+ in prevede una «oferta sportowa» a soli 49 euro al mese. Una cifra abbordabilissima. Un pacchetto sul quale si potrebbero catapultare in tanti, anche in Italia.

Lui. Bel. – www.calciopress.net

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