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(Calciopress-Enrico Losito) Vite e carriere che si incrociano su un campo di calcio. Visione romantica e paradossale. Paolo Stringara, ora allenatore dei dauni, incrocerà il suo vecchio allievo Davide Dionigi in un gara che si preannuncia ricca di spunti.

In occasione del derby Foggia-Taranto rivedrà il suo ex “allievo” Dionigi. Lo avrebbe mai immaginato nelle vesti di allenatore? E’ un caso che anche lui utilizzi il suo stesso modulo: il 3-4-3? “Non pensavo a Dionigi allenatore e poi così bravo. Sta facendo bene e soprattutto ha ottenuto la fiducia della società. All’inizio della sua investitura sembrava una mossa azzardata, invece, sta facendo benissimo. Mi fa piacere che utilizzi il mio stesso modulo, significa che gli ho insegnato qualcosa di buono”

E’ subentrato a mister Bonacina da qualche settimana. Che problematiche ha dovuto affrontare? “Nessuna problematica in particolare. Quando hai la fortuna di subentrare, tutti i giocatori hanno maggiori stimoli, perchè ripartono da zero e si annullano le gerarchie. E’ chiaro che, se sono stato chiamato, qualche problema c’era, ma io non li cerco, ma tento di migliorare determinate cose secondo le mie idee”

Sembra che i rossoneri soffrano di “pareggite” e il rendimento casalingo è peggiore rispetto a quello esterno. Come lo spiega? “Non lo so. Per quanto mi riguarda abbiamo giocato una partita a Foligno giocando molto bene e conquistando la vittoria. In seguito con l’Avellino in casa, dopo un primo tempo di studio, abbiamo disputato una ripresa eccezionale, ma  abbiamo trovato un portiere in giornata di grazia. Tra l’altro abbiamo sbagliato anche un rigore. Domenica scorsa a Carpi, pur dominando la partita per 90 minuti, abbiamo perso per 3-2. Non è sempre così, in quanto spesso giocando bene riesci a raccogliere risultati positivi. Adesso dobbiamo raccogliere punti”

E’ indubbiamente il grande ex del derby. Le chiedo un aneddoto, accaduto a Taranto,  che  ricorda con piacere? “Ricordo il secondo tempo in casa contro la Cavese. Quella gara dovevamo vincerla assolutamente, altrimenti saremmo caduti nel baratro. Dopo i primi quarantacinque minuti conclusi con il vantaggio degli avversari riuscimmo a ribaltare il risultato nella ripresa. Io ero squalificato e dunque costretto a guardare la partita sopra ad un trespolo dietro la panchina. Ricordo l’autogol di Farina che ci diede la vittoria. Questo episodio lo ricordo davvero con piacere.

Enrico Losito – www.calciopress.net

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