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(Calciopress – Lui. Bel.) Nella vita nulla accade per caso. Se l’etichetta di “campionato più bello del mondo” se la sono appiccicata addosso la Premier League inglese e la Liga spagnola, senza contare la Bundesliga tedesca che ci sta facendo mangiare la polvere nel Ranking Uefa, le ragioni stanno tutte nei numeri.

Lo conferma un’inchiesta pubblicata oggi dalla Gazzetta dello Sport (a firma Marco Iaria) dal titolo “Real conti d’oro. Fatturato super e profitti. Il club di Mou batte tutti”. Ne riportiamo i dati salienti.

Bilanci e utili. La “rosea” ci informa che il Real Madrid (nella foto, il Santiago Bernabeu) tocca il fatturato record di 480 milioni di euro, nello stesso momento in cui il Manchester United supera per la prima volta quota 100 nei ricavi commerciali. Questo accade in una fase storica nella quale i bilanci delle nostre grandi segnano profondo rosso. L’Inter chiude la stagione 2010-11 con un -87 milioni, la Juventus addirittura con -95, il Milan (che chiude i suoi conti a dicembre) si attestava nel2010 a -70 nel 2010. Tra i club che occupano l’alta classifica della Serie A Tim i profitti li fanno solo Napoli, Udinese e Lazio. All’estero, invece, essere grandi in campo equivale a esserlo nei conti dare/avere. Il solito Real può vantare 32 milioni di utile, l’Arsenal 14, il Manchester United 10. Solo il Barcellona è negativo ma il -9 non allarma visti i ricavi del club blaugrana.

Diversificazione dei ricavi. Tutto dipende dal fatto che il giro d’affari è a queste latitudini nettamente superiore rispetto a quello delle nostre. I grandi club europei hanno da tempo diversificato i ricavi in ottica Fair Play Finanziario (QUI i particolari). Possono attingere a molte più fonti rispetto al nostro calcio. È quanto gli esperti chiamano product extension: non dipendere da un solo segmento di ricavi, ma costruire un marchio che resista all’aleatorietà dei risultati del campo.

Merchandising. Gli stadi, ma non solo. Real, United, Barcellona sono brand globali che fuori confine tirano tantissimo: in Asia hanno messo le tende prima di tutti. Le entrate commerciali superiori ai cento milioni, frutto di lucrosi contratti di sponsorizzazione e di massicce partite di merchandising, le nostre se le sognano. Solo il Milan, in questo senso, riesce a contenere i danni grazie a una strategia orientata all’entertainment.

Monte ingaggi. Con tutto quel po’ po’ di denari, continua la Gazzetta, Perez può permettersi di spendere 216 milioni in stipendi (quelli complessivi della polisportiva) e di tenere ugualmente il bilancio in perfetto equilibrio: i costi per il personale rappresentano appena il 45% del giro d’affari, di gran lunga al di sotto del livello di guardia. È molto più cicala il Barcellona, con 276 milioni spesi per Messi & Co: non a caso, ha chiuso un altro esercizio in rosso, dopo il -73 del 2009-10. Ma Rosell ha promesso che il 2012 si tornerà all’utile: le previsioni parlano di un +20, grazie anche all’entrata a pieno regime della sponsorship di maglia della Qatar Foundation (26 milioni annui di minimo garantito).

Fatturati 2005-2006. Come sottolinea ancora la “rosea”, c’è stato un tempo in cui le nostre grandi occupavano le prime posizioni tra i club più ricchi del Vecchio Continente. Non bisogna riavvolgere troppo il nastro, basta leggere la classifica dei fatturati 2005-06 pubblicata da Deloitte: Real 292 milioni, Barcellona 259, Juventus 251, Man Utd 243, Milan 239, Chelsea 221, Inter 207.

Fatturati 2010-2011. Un quinquennio dopo, mentre le italiane sono rimaste ferme o, peggio, sono arretrate, le altre hanno messo la freccia e bye bye. Tra i top club che hanno già pubblicato i bilanci 2010-11, la situazione è questa: Real 480 milioni di entrate, Barcellona 447, Man Utd 367, Arsenal 283, Milan (dicembre 2010) 228, Inter 217, Juventus 154.

Concorrenza sleale? Non proprio, conclude l’analisi. Quei soldi in più non sono solamente il frutto di contingenze favorevoli (stadi di proprietà, nel caso delle spagnole diritti tv individuali) ma anche la conseguenza di politiche aziendali lungimiranti, a livello di club e di leghe. Blancos e blaugrana hanno sicuramente tratto beneficio dal mega-contratto televisivo con Mediapro, che garantisce 150 milioni a testa all’anno fino al 2013-14.

Serie A diritti tv-dipendente. Nessuno in Europa dipende così tanto dai diritti tv come le italiane. Il Real, per esempio, non si è adagiato su una rendita sicura e negli ultimi dieci anni ha investito 191 milioni per un Bernabeu sempre più confortevole per i tifosi e appetibile per gli sponsor e altri 139 milioni per la costruzione della Ciudad, il centro sportivo da 120 ettari. Il Manchester United, dal canto suo, nel 2006 ha portato la capienza dell’Old Trafford da 68.800 a 76.000 posti.

Calcio, la desolante attesa del modello italiano

Lui. Bel. – www.calciopress.net

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