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(Calciopress – Lui. Bel.) Il presidente della Uefa, Michel Platini (nella foto con Blatter), è a Milano per ricevere il premio «Facchetti – Il Bello del calcio» 2011.

Quale migliore occasione per battere il tasto del Fair Play Finanziario, ormai un mantra per l’ex juventino? Avviene nel corso di una lunga intervista che compare sulla Gazzetta dello Sport oggi in edicola.

L’esordio di monsieur Platini è crudo: “Oggi, 2011, un mondo in crisi, in cui tutti stringono la cinghia: com’è possibile che le squadre abbiano deficit così alti? Non dobbiamo spendere più soldi di quelli che incassiamo: semplice, no? Il calcio europeo perde 1,4 miliardi all’anno. 1,4! A un certo punto c’è stato un coglione, io, che ha detto: è ora di smetterla”.

Non tutti i club sono d’accordo. Qualche tifoso si lamenta perché la sua squadra non comprerà più campioni. “Gli italiani sono stati i primi a dire: facciamo qualcosa. Ho parlato con Galliani, con Moratti, anche con il vostro primo ministro… fino a ieri. Una volta che erano tutti d’accordo, dai club ai politici, si doveva fare: è toccato a me”.

Platini sa che non sarà un compito facile: ”Lo so, ma vogliamo dire basta a quello che succede nella finanza del calcio. Non vogliamo distruggere nessun club. Sappiamo che gli incassi sono diversi perché le leggi nazionali sono diverse – c’è chi può vendere alcolici allo stadio, chi no, tutte cose del genere – ma l’Uefa può intervenire sulle spese. Altrimenti tanti club spariranno. Falliranno. Le banche non possono continuare a prestare soldi a milionari quando la gente muore di fame. Dobbiamo essere un esempio. Il fair play ha un valore etico”.

La strada potrebbe complicarsi. Come nel caso Sion i club potrebbero decidere di andare in tribunale contro una sanzione del fair play: “Sono sempre stato un attaccante ma oggi devo giocare in difesa… mah, sarà contento Trapattoni. Dobbiamo essere protetti: se un giorno escludiamo una società dalla Champions perché non rispetta il fair play finanziario, e questa va in tribunale, è un bel guaio. Ne stiamo discutendo con la Commissione Ue. Non possiamo uccidere l’Uefa, o la Fifa, con una richiesta danni”.

Lui. Bel. – www.calciopress.net

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