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(Calciopress-Stefano Cordeschi) Dal luglio 2010, anche la classe arbitrale ha voluto introdurre le proprie innovazioni. Niente di tecnologico si intende, anche se lo slogan di Collina in ambito europeo (Now we see more) mal si abbina agli errori visti negli incontri di Champions ed Europa League. A testimonianza che gli errori arbitrali si possono limitare, ma restano sempre legati alle decisioni dell’uomo che, come tale, può sbagliare. Sin qui nulla di particolarmente grave o difforme da tanti altri sport dove la tecnologia non viene applicata. Personalmente sono contrario alle varie moviole che vengono proposte a miglioria della gestione arbitrale, sarei più propenso ad un aiuto della tecnologia per definire con sicurezza il gol non gol. Ma non più di questo.

I MIGLIORI AL MONDO: Fino a poco tempo fa, i nostri fischietti erano considerati i migliori al mondo. Questa etichetta trovava forti riscontri, specialmente in ambito europeo, dove le prestazioni delle giacchette nere nostrane, erano stimate sempre sopra la media, con conduzioni di gara, a volte impeccabili. Anche in Italia, le direzioni arbitrali, hanno trovato consensi nella loro maggioranza dei casi. Una scuola importante quella italiana, capace di far crescere i propri arbitri nel migliore dei modi. Questo grazie soprattutto alle varie sezioni sparsi per lo Stivale, condotte con grande competenza e attenzione. Negli anni, i ricambi generazionali, hanno sempre funzionato a dovere, con i giovani, pronti a subentrare, senza far rimpiangere chi attaccava il fischietto al chiodo. Ultimamente, questo naturale tour over sta funzionando sempre meno e, per disparati motivi. Alla base, la mancanza di materiale umano da allevare nel migliore dei modi. Ma anche il diverso percorso di crescita.

SCISSIONE DELLA CAN: Come dicevamo in apertura, dal luglio del 2010 la CAN, ha deciso di separare la Can di A e B, formano due distinti comparti, scissi tra loro. Quindi i direttori di gara appartenenti alla Can di B si occupano esclusivamente delle gare della Serie Cadetta, mentre quelli della Can di A, del massimo campionato calcistico italiano. Cosa accadeva con le CAN unite? Una cosa, a mio avviso, molto ben congeniata. Ovvero, si cercava di inserire gradualmente i giovani fischietti verso la Serie A, concedendo direzioni di gare, sulla carta, di facile gestione, che contribuivano alla giusta crescita dei fischietti nostrani. Inoltre, in momenti di difficoltà dei migliori direttori di gara, si decideva di fornire loro un periodo di “ricaricamento” e tranquillità, portandoli sui campi della Serie B. Nessuna retrocessione, solo un periodo di relativo riposo. Ed ora cosa accade? Facile da intuire. Gli arbitri, in presenza di errori gravi, vengono sospesi per un tot periodo. Una punizione non solo umiliante, ma anche psicologicamente dura da digerire e, che spesso, porta gli arbitri ad un rientro difficile.

GIOVANI ALLO SBARAGLIO: In tutto questo, a rimetterci di più sono le giovani leve che approdano alla massima serie. Per questi non c’è possibilità di crescere gradualmente. Si ritrovano a dirigere gare di Serie A, spesso di rilievo per assurdi criteri di assegnazione,  senza un’adeguata gavetta che, sino a poco tempo fa, era garantita dall’alternanza con le gare di Serie B.  In caso di errori gravi, anche per loro, scatta la sospensione. Questo non fa altro che punire e, non crescere una classe arbitrale che vive, da sempre, sotto la lente di ingrandimento e, che avrebbe bisogno di maggiore tranquillità. Non certo di incertezze.

Stefano Cordeschi – www.calciopress.net

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