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(Calciopress-Enrico Losito) Chiesa di S. Egidio stracolma oggi per salutare Sergio Buso, ex portiere del Taranto nelle stagioni 77/79 ma anche allenatore, che a soli 61 anni è stato sconfitto alla vigilia di Natale dalla leucemia. Un pomeriggio di Santo Stefano atipico, intriso di cordoglio e tristezza per un uomo schivo, serio ed estremamente professionale, tanto da essere definito da Gazzoni, ex presidente del Bologna, “Treccani del calcio”.

Moltissimi i volti noti del calcio tarantino presenti alle esequie, tra cui ex giocatori del passato, più o meno recente, come Napoleoni, Passiatore e Panarelli, quasi a costituire un’ideale trait-d’union tra il vecchio Taranto e quello attuale, rappresentato in chiesa dai dirigenti Giovanni Genghi, Marco Sebastio, Sergio Mezzina ed Agostino Marras.

Quest’ultimo, quando Buso ha allenato il Taranto, gli è stato affianco nella veste di preparatore atletico. “Sicuramente – ha detto – era una persona leale e corretta che non lasciava niente al caso e che preparava tutto con estrema cura. Dotato di grande professionalità – ha aggiunto commosso – da lui si poteva soltanto imparare. Con Sergio era un continuo mettersi in discussione per migliorarsi. Il suo fine era studiare ed essere sempre aggiornato. Non nascondo che anche recentemente, ora che sono dirigente del Taranto, mi sono confrontato con lui per avere qualche chiarimento o lettura delle varie situazioni”.

A parte le personalità della storia calcistica tarantina ed alcuni rappresentanti istituzionali, tra cui il sindaco Ippazio Stefano e il consigliere regionale Arnaldo Sala, c’erano tanti tifosi giovani e non. C’erano anche gli ultras della curva nord di oggi, ma anche di ieri che, all’uscita del feretro dalla Chiesa, su cui era stata distesa una sciarpa rossoblù, hanno gridato – senza riuscire a trattenere le lacrime – “Sergio Buso, uno di noi”.

Presenti anche ex dirigenti del club rossoblù, come Di Napoli e Maglione, rispettivamente team manager e DS del Taranto gestito da Ermanno Pieroni che nella stagione 1999/2000 chiamò Buso in panchina. “Provo un dolore immenso – ha ricordato l’ex direttore sportivo. – Di lui, dicevo sempre che aveva la purezza di un bambino. E’ stata una persona davvero straordinaria”.

Tra i protagonisti più recenti della storia del Taranto, figuravano Vittorio Galigani e il tecnico Franco Dellisanti, che con l’ex numero uno, aveva condiviso anche l’esperienza di calciatore in casacca rossoblù. “Quando ho cominciato a fare l’allenatore, i primi libri – ha detto al termine della cerimonia – mi sono stati regalati da lui. Era davvero un’enciclopedia del calcio moderno. Si ricordava di tutti i giocatori”.

Da segnalare, inoltre, la presenza dell’ex preparatore dei portieri Gaetano Petrelli che ha rivelato di essere rimasto vicino a Buso fino all’ultimo momento: “Sergio – ha affermato – mi ha insegnato a vivere prima che a stare in porta. La nostra è stata una lunga amicizia”.

Naturalmente, tra i circa trecento presenti, non mancavano personalità di spicco del panorama calcistico italiano: Roberto Donadoni, già allenatore della Nazionale, il quale non ha voluto rilasciare dichiarazioni, e Renzo Ulivieri, ex trainer del Bologna che ha sintetizzato così il suo ricordo: “Per me è stato un fratello maggiore ma al contempo anche minore. Abbiamo condiviso una vita, fatta di vittorie e di sconfitte, in campo e fuori”. Con entrambi Buso aveva vissuto l’esperienza di allenatore in seconda.

Enrico Losito – www.calciopress.net

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