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(Calciopress – Lui. Bel.) La Tessera del tifoso continuerà ad andare avanti così com’è? La card introdotta dal ministro Maroni sarà rivista dal Viminale? Parrebbe di si, almeno a sentire gli orientamenti del nuovo ministro dell’Interno.

Un fatto è certo, qualcosa bisognerà cambiare. Le stringenti norme (QUI i particolari) con le quali i tifosi hanno dovuto sinora fare i conti, sono state una sicura concausa del progressivo svuotamento degli stadi, ormai ridotti a cattedrali nel deserto.

Ci auguriamo che gli appassionati di calcio non debbano continuare a vedersela ancora con questo astruso documento che non ha analogie in tutta l’Unione Europea. Resta un paradosso italiano, uno tra i tanti della stagione opaca che sta attraversando il nostro (ex) Belpaese.

Nelle stanze dei bottoni nessuno ha voluto tenere in conto le traversie che l’introduzione della Tessera ha comportato, dalle Alpi al Canale di Sicilia, a quanti avessero ancora voglia di assistere a una partita dal vivo. Circostanze ampiamente documentate, come confermano le ripetute manifestazioni di dissenso contro la card negli stadi di ogni categoria professionistica.

I dirigenti di questo nostro calcio sempre più alla deriva riusciranno a cambiare rotta? Senza robuste iniezioni di passione e slanci di fantasia, di cui non vi è traccia alcuna alle nostre latitudini, sarà una missione impossibile rilanciare questo sport (una volta) bellissimo.

Continuare a penalizzare i tifosi come si è fatto con l’introduzione della tessera e spingerli alla periferia del sistema, significa indebolire l’architrave su cui ancora poggia un sistema pericolosamente traballante (Tifosi, il lato etico del calcio). Sul tema riproponiamo una riflessione, sempre attuale finche le cose non cambieranno, pubblicata su Calciopress il 5 agosto 2010 (Tessera del tifoso, il lato oscuro del calcio).

Lui. Bel.  www.calciopress.net

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