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(Calciopress-Luca Savarese) “Il mondo non finirà per la mancanza di meraviglie ma, per la mancanza di meraviglia” diceva lo scrittore Chesterton. Non potevamo che accogliere con questa frase il ritorno di Emiliano Mondonico su una panchina di serie a, dopo 7 anni e soprattutto il ritorno del Mondo alla vita della panchina, alle emozioni, ai dolori ed alle gioie, ai silenzi e ai discorsi di un mister. Lo ha chiamato la dirigenza del Novara, dapprima una telefonata, poi addirittura una visita a casa sua del direttore generale Pederzoli, davanti alla quale il navigato tecnico di Trezzo sull’Adda, non ha saputo proprio dire di no. “Per me la vita inizia oggi” fa sapere Emiliano nelle varie interviste, che sono poi il suo nuovo “si” alla vita ed al calcio, che sta rilasciando in questi giorni. Com’è bello il calcio ci vien da dire, che permette a chi è stato più forte del male di dire tutta la sua gioia, di ritornare a perdersi nei meandri del pallone. Da oggi i pensieri del Mondo verteranno su cosa dire a Centurioni e Rubino, ed i numeri non saranno più quelli delle stanze dove era ricoverato( per lui due delicatissime operazioni nel giro di un anno ) ma, quelli su un possibile modulo da proporre.

Ma, riguardo a discorsi tattici o affini, il Mondo è pacato e sereno. Dice “non faccio frasi fatte”, come sedersi per la prima volta su una panchina della serie a a 65 anni, quando, molti esperti come lui, si siedono solo nei salotti fracassanti e pseudosportivi delle tivù. E’ bello doppo il morire vivere anchora è una famose citazione dello storico cinquecentesco Bernardino Corio. Mondonico la sta sperimentando sulla sua pelle. E’ un uomo davvero nuovo quello che ritorna a respirare il profumo del calcio giocato ed allenato e non dà più nulla per scontato. Il Mondonico che porta il Toro nella finale della coppa Uefa del 1992 poi persa con l’Ajax? Acqua passata, icona vecchia  che ora vive un nuovo restauro, uno splendido secondo tempo.

Non è una semplice intervista di un nuovo allenatore, quella che, in queste ore, rilascia ai giornalisti ma, una testimonianza, un invito a cambiare un pochino le solite battutissime strade dell’ovvietà, dei tatticismi, del così fan tutti. Emiliano ha vinto la battaglia più importante ed ora, vuole comunicarlo anche al mondo del calcio che va sempre più in fretta e che a volte per inseguire il meglio perde di vista il vero bene: la vita dei suoi protagonisti. Bentornato Mondo e buona mission!

Luca Savarese – www.calciopress.net

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