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(Calciopress-Stefano Cordeschi) La neve caduta in questi giorni sulla penisola italiana, ha messo a nudo tutta la pochezza degli stadi italiani. Impianti vetusti, fatiscenti e vergognosi così come chi gestisce una Lega giunta ormai alla frutta.

Un presidente dimissionario, che però ancora traccheggia nel lasciare la poltrona e che sta portando il calcio italiano ai suoi minimi storici. Tra scommesse e infrastrutture degno di un paese del terzo mondo, il movimento pallonaro nostrano sta andando lentamente verso una deriva annunciata.

E con una situazione politico-economica che ne riflette la situazione, non poteva essere altrimenti. Il calcio riflette, né più né meno, la situazione di un paese allo sbando, dove a pagare sono i soliti noti. Nel calcio a pagare sono sempre i tifosi, ovvero i “clienti-utenti” di un prodotto scadente e improponibile.

Come nelle migliori commedie all’italiana, lo scaricabarile è iniziato. La colpa non è mai di nessuno e sempre di tutti. Il modo migliore per chi amministra il gioco del calcio è quello di imitare Ponzio Pilato, mandando al patibolo un calcio che ormai non incanta più nessuno. Poi c’è chi dà i numeri (discutibili) come quelli esposti dal presidente della Lega di Serie B che parla di spettatori in aumento nella serie cadetta, (nella giornata di ieri ha contabilizzato in qualche caso la bellezza di 150 spettatori paganti).

Questo è il calcio che ci viene proposto oggi da manager che stanno portando la quinta industria italiana verso il collasso. E quando se ne accorgeranno (ma lo sanno già) anche le televisioni, la frittata sarà completa.

E’ solo questione di tempo.Il calcio, in Italia, rischia seriamente di lasciare il posto ad altre attrazioni ben più seguite e soprattutto amministrate in modi assai migliori.

Stefano Cordeschi – www.calciopress.net

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