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(Calciopress – Sa. Mig.) L’ondata di gelo che ha messo in ginocchio il calcio italiano, riapre la vecchia ferita dei decrepiti impianti italiani (QUI i particolari). Riaffiora il tema degli stadi di club, un argomento che dovrà presto essere messo in cantiere per uscir dalla attuale precarietà.

Per le società delle due Leghe maggiori è davvero un vantaggio avere uno stadio di proprietà? Se lo è chiesto due mesi fa, sull’onda dei tanti elogi seguiti alla costruzione dello Juventus Stadium (nella foto), un’inchiesta comparsa sul settimanale L’Espresso numero 44 del 3 novembre 2011 – dal titolo “Quasi quasi mi faccio uno stadio” – a firma di Gianfrancesco Turano.

La risposta è che potrebbe trattarsi piuttosto di un dogma. E che, sotto il dogma, non ci sarebbe niente o quasi. Secondo il report, i 35 milioni di euro di beneficio derivanti dall’utilizzo dello Stadium sono per i conti della Juventus una bella somma. Tuttavia non basterebbero da soli a risolvere i 95 milioni di rosso dell’ultimo esercizio.

Gli stadi di proprietà, come noto, non stanno salvando i club inglesi da una frana di perdite e debiti. Gli spagnoli a loro volta sperperano nei bilanci, vincono in campo e non hanno gli stadi di proprietà. I tedeschi sono molto più virtuosi (QUI i particolari) perché comprano a cifre basse e pagano stipendi inferiori. Non certo perché hanno gli stadi di proprietà.

Tra l’altro, secondo l’articolista, in Italia gli stadi non li paga praticamente nessuno. Le eccezioni sono Milan e Inter, che versano al Comune 8 milioni di euro di affitto annuale complessivo. Idem dicasi per Lazio e Roma che danno 4 milioni al Coni (anche se Gianni Petrucci ha dovuto minacciare decreti ingiuntivi a un recalcitrante Claudio Lotito).

Gli altri verserebbero canoni nell’ordine di poche decine di migliaia di euro all’anno. Quando li versano. L’esempio riportato dal settimanale è quello del presidente Massimo Cellino. Il patron del Cagliari ha un fitto di 50 mila euro all’anno, non paga da mesi e rischia di lasciare un bell’arretrato quando se ne andrà dal Sant’Elia nel 2013. Il sindaco Massimo Zedda non ha ancora avviato azioni di recupero.

Calcio italiano, tra miseria e nobiltà

Sa. Mig. – www.calciopress.net

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