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(Calciopress – Ro. Be.) Due club di Prima Divisione della Lega Pro si erano rivolti al Tnas per vedersi ridurre i punti di penalizzazione comminati in seguito all’inchiesta sullo scandalo del calcioscommesse.

L’organo giudicante del Coni ha deciso uno sconto di pena per il Benevento, mentre ha  respinto l’istanza della Cremonese (QUI i particolari). Molto dura la reazione del club lombardo. E’ stata diffusa dal sito web della società una nota stampa che riportiamo integralmente.

“Con amara sorpresa la U.S. Cremonese ha appreso che il Collegio Arbitrale del TNAS ha respinto nei giorni scorsi il suo ricorso avverso le precedenti decisioni della Giustizia Sportiva della Federcalcio che le aveva inflitto una sanzione di sei punti in classifica.

Non intendiamo qui ritornare sugli argomenti  che abbiamo inutilmente prospettato e che a nostro avviso avrebbero dovuto portare all’annullamento o alla riduzione delle sanzioni inflitte alla Società.

E’ nostra intenzione puntualizzare soltanto alcuni aspetti o fatti perché l’opinione pubblica si renda conto della vicenda.

Durante la partita del 14.11.2010 con la Paganese, alcuni giocatori della U.S. Cremonese avevano manifestato sintomi di malessere con risultati negativi per la loro prestazione sportiva.

Per capire le cause di questi comportamenti la U.S. Cremonese ha chiesto immediatamente un’ analisi,  tipo “anti-doping”,  al laboratorio chimico dell’Università di Pavia. Quest’ultimo ha avvertito la Società, circa un mese dopo, di aver rilevato la presenza in alcuni giocatori di sostanze tossiche.

A fronte di questa situazione la US Cremonese ha presentato denuncia contro ignoti il 10.12.2010.
Sei mesi dopo, e precisamente il 10.5.2011, il Sig. Turotti, Direttore della US Cremonese, ricevette una telefonata, da una persona, allora ignota ma poi risultata essere certo Massimo Erodiani, che affermava di conoscere le cause della intossicazione, con l’invito ad un incontro. Nell’occasione  venne riferito al Direttore Sig. Turotti che responsabile dell’accaduto sarebbe stato il giocatore Marco Paoloni, allora in forza come portiere alla squadra della U.S. Cremonese.

Il Sig. Turotti era stato consigliato a partecipare a quell’incontro dal Capo della Digos di Cremona, cui poi riferì immediatamente il contenuto del colloquio.

Le dichiarazioni rese nella circostanza alla Polizia Giudiziaria dal Sig. Turotti stanno nel verbale del 14.5.2011.

Il fatto criminoso è stato poi gestito dall’Autorità inquirente di Cremona, che diffidò il Sig. Turotti dal diffondere notizie a chicchessia per non compromettere le indagini che da lì avrebbero preso l’avvio e che hanno portato a risultati di cui la stampa ha dato ampia notizia.

L’inchiesta è stata poi estesa ad altri fatti e ad altri personaggi del tutto ignoti alla U.S. Cremonese.

Alcuni giorni dopo il racconto del Sig. Turotti alla Polizia Giudiziaria sono scattati i primi arresti da parte della Procura.

Prima di quella data l’U.S. Cremonese , e con lei i suoi Dirigenti, nulla sapevano e potevano sapere chi fossero i responsabili dell’intossicazione.

La Giustizia Sportiva poté seguire le indagini sin dall’inizio attraverso comunicazioni che l’Autorità Giudiziaria via via le ha dato.

Ripetiamo, la U.S. Cremonese prima del 14.5.2011 non aveva elementi per individuare e denunciare il responsabile dell’illecito.

Quando l’ha saputo ha informato l’Autorità Giudiziaria, ricevendone la diffida a non parlarne con nessuno.

Cosa altro poteva fare la U.S. Cremonese?

Addebitarle di non aver informato anche la Giustizia Sportiva è francamente “un non senso”.

Appare manifesto che la U.S. Cremonese è l’unica vittima dell’illecito comportamento del Sig. Marco Paoloni.

Essa ha cercato la verità, che non conosceva, e ha fatto le denunce contro ignoti alla Procura della Repubblica.

E quando ha saputo dall’Erodiani il nome di Paoloni, ha informato immediatamente  l’Autorità Giudiziaria.

Ciò nonostante le è stata inflitta una sanzione di sei punti di penalizzazione che il Collegio Arbitrale ha tenuto inspiegabilmente ferma.

E che viene quindi sentita come un’ ingiustizia,  che brucia ancor di più data la totale assenza di ogni comportamento riprorevole della U.S. Cremonese, come ha anche espressamente riconosciuto il Giudice Dott. Guido Salvini nella sua ordinanza applicativa di misure cautelari a carico degli indagati.

Crea sconcerto che si riservi alla U.S. Cremonese, dopo le ingiustizie subite nei precedenti campionati, questa dura sanzione.

Non si voleva che si considerassero le iniziative prese dalla Società per lo sport anche giovanile, ma che almeno le fosse riservata una obbiettività di valutazione che è mancata. (U.S. CREMONESE SPA – Avv. Bruno Guareschi)”

Ro. Be. – www.calciopress.net

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