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(Calciopress – Ro. Be.) Partire dai numeri è sempre un buon esercizio. Aiuta a capire meglio come vanno davvero le cose.

Nel calcio parlare di numeri significa quantificare gli spettatori che riempiono gli stadi. I tifosi sono l’essenza e l’anima di questo sport.

Il progressivo calo delle presenze con cui dobbiamo fare i conti alle nostre latitudini è un indice della deriva del sistema molto più significativo di tante criptiche dissertazioni.

Per questa ragione, come abbiamo già fatto durante la scorsa stagione, dopo aver passato in rassegna i dati comunque in crescita sulle presenze medie di pubblico registrate nella Bwin (QUI i particolari, ndr) passiamo in rassegna quelli della Championship. L’equivalente inglese della nostra cadetteria (QUI per il format dei campionati in Inghilterra, ndr) ci fa entrare dentro numeri improponibili nel nostro campionato.

Ai fini dell’analisi sono state utilizzate come sempre le statistiche tratte dal (pregevole) sito ufficiale della Football League. La media di spettatori per partita è pari a 17.340. Si tratta di un valore numerico in salita rispetto allo scorso campionato (era 16.659, QUI i particolari), quasi tre volte superiore rispetto a quello della serie B italiana.

Nelle prime cinque posizioni della graduatoria troviamo:
1) West Ham United (media gara 28.596)
2) Derby County (25.847)
3) Southampton (25.309)
4) Leeds United (23.098)
5) Nottingham Forest (23.883)

Le ultime cinque posizioni sono occupate da:
20) Watford (12.195)
21) Millwall (11.751)
22) Barnsley (10.148)
23) Doncaster (10.116)
24) Peterborough (9.081)

La partita più vista è stata Derby County- Southampton del 15/10/2011 con 33.010 presenze (nella foto Pride Park, lo stadio dove gioca il Derby). Quella meno seguita Peterborough-Cardiff City, giocata il 18/10/2011, alla quale hanno assistito 6.351 spettatori.

In Championship 8 club su 24 hanno una media di presenze/gara superiore ai 20mila spettatori. Altri 5 si attestano su un valore compreso tra 20mila e 17mila. In 10 il cassiere contabilizza tra 17mila e 10mila presenze. Solo una squadra (il Peterborough) resta sotto una media di 10mila.

Non possiamo che ribadire quanto più volte reiterato. Si tratta di dati numerici sui quali i dirigenti del nostro calcio, ormai di fatto asservito ai voleri delle intrusive pay tv, dovrebbero riflettere con molta attenzione.

Per riportare la gente negli stadi si tratta di trovare gli strumenti giusti. Per farlo occorrerebbe lavorarci sopra con passione, slancio e fantasia.  Non è certo la strada della Tessera del tifoso, imposta dal Viminale con la connivenza dei club, quella da battere per risollevare il sistema calcio italiano.

Ro. Be.  www.calciopress.net

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