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(Calciopress – Ro. Be.) Calcio mai di domenica? Il turno di A giocato alle 15 del canonico giorno festivo in contemporanea su tutti i campi  (QUI, QUI e QUI i particolari) mette ancora una volta il dito nella piaga.

Sul tema è polemica aperta tra Sky e Lega Serie A. Da chi dipende la predisposizione dei calendari e l’orribile spalmatura in più giorni della settimana delle partite di campionato? Chi è che davvero costringe a giocare sotto zero il calcio italiano?

Il Vice Presidente di Sky Sport Channels & Advertising, Jacques Raynaud, ha diffuso una nota stampa che contiene almeno quattro precisazioni. Un dato ci sembra fondamentale. La serie A italiana riceve dalle pay tv due milioni di euro al giorno per la cessione dei diritti televisivi, ma neppure un euro è stato reinvestito dai club nel riammodernamento degli impianti a tutela dei tifosi da stadio.

La riportiamo integralmente, in quanto contiene elementi utili per valutare appieno la questione.

“In queste ore ho letto alcuni commenti in merito al calendario della Serie A che rischiano di creare come minimo molta confusione. Ritengo quindi importante chiarire alcuni punti, soprattutto perchè coinvolgono le oltre 5 milioni di famiglie che ogni mese con il loro abbonamento a Sky sostengono con passione la grande maggioranza dei costi del calcio italiano.

1. La partita di ieri sera (Parma-Juventus, ndr) è stata annullata per motivi di ordine pubblico legati alla sicurezza dello stadio. Le pay-tv non hanno nulla a che fare con le condizioni degli impianti sportivi, cosa che non si può dire invece di alcune amministrazioni locali e delle società di calcio che proprio dagli abbonati alle pay-tv hanno ricevuto solo durante gli ultimi due anni oltre 1 miliardo e 600 milioni di euro. Una cifra che corrisponde ad oltre 2 milioni di euro al giorno inclusi Natale, Ferragosto e Santo Stefano.

2. Purtroppo le società di calcio – ad eccezione della Juventus – non hanno investito quasi nulla di questa cifra straordinaria negli stadi dove accolgono ogni domenica i loro tifosi, con le evidenti conseguenze di queste ore.

3. Ricordo infine che non sono le pay-tv a decidere il calendario della Serie A. Questo calendario è deciso dalla Lega Calcio che gestisce in completa autonomia date, anticipi e posticipi, oltre alla scelta dei  5 turni infrasettimanali.

4. Certo, gli orari e la struttura del calendario sono la diretta conseguenza dei costanti aumenti di corrispettivi richiesti dalla Lega e dalle squadre per i diritti televisivi. Si vuole diminuire gli anticipi e i posticipi? C’è una soluzione davvero semplice, che è la stessa nel calcio come in qualsiasi mercato e per qualsiasi prodotto: il venditore torni a chiedere un prezzo più accettabile e i compratori naturalmente chiederanno in cambio meno prodotto”.

Ro. Be. – www.calciopress.net

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