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(Calciopress-Enrico Losito) Nel giorno delle ennesime penalizzazioni piovute addosso ai club di Lega Pro abbiamo chiesto lo “stato di salute” della terza e quarta serie a Mario Macalli, presidente della Lega Pro. Una “chiacchierata” dalla quale sono emerse anche le prospettive future della Federazione e le possibili novità.

Alla luce della crisi economica del sistema calcio e non solo, qual’è lo stato di salute della Lega Pro? “La terapia deve essere molto dura. Noi ci rendiamo conto che questi presidenti ci mettono tanti soldi, malgrado le difficoltà del momento economico di crisi. Purtroppo il calcio non produce ricchezza, ma è sicuramente un fenomeno sociale importante. Vista la condizione di mercato attuale è chiaro che qualche presidente sia venuto meno sotto l’aspetto finanziario. Questo è lo scenario che abbiamo di fronte nella migliore delle ipotesi. Quella peggiore, invece, comprende quei presidenti che iniziano l’avventura nel mondo calcistico avendo già la consapevolezza di non farcela a portare avanti una società. Questa è la cosa che ci impressiona di più. Oggi abbiamo settantasette squadre con una decina che ha subito delle sanzioni dalla Disciplinare. Questo significa che la maggior parte dei nostri club si è comportato bene nel primo trimestre della stagione. Non so se questo accadrà anche nel secondo trimestre, perché credo che il film debba ancora cominciare. Per tale ragione dal prossimo anno, se il Consiglio Federale lo riterrà opportuno, bisognerà cambiare delle regole: quando partiremo il prossimo anno dovremo avere delle certezze tra ricavi e costi. Se tali coperture non ci sono all’inizio del torneo e una società non potrà dimostrare di avere le risorse economiche per affrontare la stagione, non gli sarà concesso di partire in campionato. Servirà anche un “business plan” dell’anno precedente che attesti la solidità del progetto. Noi dobbiamo togliere dal nostro mercato chi  si infila e non fa bene alla nostra immagine di Lega Pro. Al contrario dobbiamo conservare e sostenere quei presidenti che hanno dato tanto in termini economici e possono dare ancora, se le cose girano in un certo modo sotto l’aspetto economico”.

Tempo addietro ha lamentato una certa disparità di giudizio e di analisi  tra la serie A e B in rapporto alla Lega Pro sia in termini di bilanci che di controlli. Tra l’altro lamentiamo anche il commissariamento del Credito sportivo, quindi alcuni disagi societari sono anche il frutto del cattivo funzionamento di certi meccanismi. Perché in Lega Pro c’è questa severità?
“L’analisi è molto più semplice. Non è vero che ci sono facilitazioni di sorta in altre categorie. Le garanzie le mettono anche in serie B da qualche anno a questa parte. La serie A non ha bisogno di garanzie, perché produce le risorse per tutto il calcio nazionale. In cadetteria hanno utilizzato per le iscrizioni al campionato quello che le ho detto prima: i preventivi di spesa. Sia ben chiaro, comunque, che io a quei preventivi non credo. Premesso questo, se tali passaggi vengono eseguiti a dovere, le società dovranno dimostrare in maniera tangibile quali sono i propri ricavi e i costi. L’eventuale disavanzo dovrà essere coperto da fideiussioni bancarie. Tutto questo dovrà verificarsi prima di partire con il campionato. Non è finita qui, perchè se un club dovesse essere in perdita in un determinato mese, dovrebbe rifinanziare lo sbilancio. Qui non si tratta solo di infrangere il codice sportivo, ma anche quello civile. Queste norme dovranno riguardare anche la serie B che è storicamente migliore alla Lega Pro sotto l’aspetto contributivo, quindi una ragione in più per essere più severi. In ogni caso la dobbiamo smettere di andare avanti con società che prendono punti di penalizzazione, non è più possibile. Lo ripeto: io sono il primo a schierarmi con dirigenti che sostengono degli ingenti sacrifici economici , però questo non significa che bisogna fare calcio per forza. Se non ho soldi faccio un calcio diverso, magari utilizzando i giovani. In Lega Pro abbiamo 12 società che ignorano la linea verde. Alcuni di questi club probabilmente oggi subiscono delle penalizzazioni. Non ci sono giustificazioni di alcun genere quando non si paga”

Per il prossimo campionato non sarebbe opportuno ritornare ad una composizione classica dei gironi con divisione Nord e Sud, magari le società riuscirebbero a risparmiare i costi di viaggio per le trasferte?
“I club possono risparmiare su quello che vogliono, ma non sui costi di viaggio. Altrimenti vi raccontano solo delle barzellette. Questo è un mondo di imprenditori, allora i presidenti facciano i professionisti. Le chiedo, se una società che viene promossa in serie B, vi rinuncia perché non ha i soldi per girare l’Italia?! Dobbiamo essere seri, magari lasciando a casa tre “bidoncini” che sono stati acquistati. Allora una società potrà girare non solo in Italia, ma nel mondo. Inoltre non è vero che gli stessi tifosi non seguono più le squadre in trasferta, altrimenti apriamo i cassetti e riprendiamo i numeri degli anni precedenti. La verità è che le squadre vengono seguite dai supporters quando disputano un buon campionato, magari quando lottano per vincere qualcosa o se sono ultime e devono salvarsi. Al contrario con una formazione a metà classifica i tifosi restano a casa. Sono altre le problematiche da affrontare nel mondo del calcio come le riforme dei campionati, dei diritti televisivi e settemila altre cose!!! Queste sono le questioni davvero importanti e non le trasferte che sono l’ultimo dei problemi”.

Ritiene possibile un’ulteriore riduzione delle squadre partecipanti alla stagione 2012-13?
“L’augurio che faccio a me stesso e alla società è di iscriverne 77. Questo significherebbe avere tutte società virtuose. Io non ci credo e sono realista. Non è nostra intenzione mandare via delle società, ma siamo costretti a diminuirle quando non hanno la forza per iscriversi al campionato prossimo. Dunque se per il torneo futuro 20 club non dovessero farcela, allora giocheremo con 20 squadre in meno”.

Enrico Losito – www.calciopress.net

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