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(Calciopress – Lui. Bel.) Il fair play finanziario è stato introdotto dalla UEFA di Michel Platini per favorire la stabilità a lungo termine del calcio europeo.

Approvato dal Comitato Esecutivo UEFA a settembre 2009, si pone alcuni importanti obiettivi: incoraggiare i club a competere con i propri introiti, tutelare l’autosufficienza a lungo termine nel calcio europeo per club, introdurre più disciplina a livello finanziario nelle società, ridurre la pressione di stipendi e ingaggi, e limitare l’effetto dell’inflazione.

Molti club hanno attraversato e attraversano difficoltà finanziarie, soprattutto a causa dell’instabilità economica in Europa. Nel terzo rapporto comparativo sulle licenze europee per club in Europa, pubblicato lo scorso anno dalla UEFA, vennero analizzati i risultati finanziari di quasi 650 club delle 53 federazioni affiliate alla UEFA: oltre la metà dei club più importanti d’Europa aveva registrato perdite. Non meno del 28% di essi avevano indicato perdite significative, equivalenti a una spesa di 12 euro ogni 10 euro di ricavi.

I club sono incoraggiati dal Fair Play Finanziario a spendere meno di quanto guadagnino e a evidenziare una maggiore pragmaticità finanziaria, come ha spiegato il segretario generale della Uefa Gianni Infantino: “Se guardiamo bene, negli ultimi anni i ricavi sono cresciuti costantemente, anche a dispetto del panorama economico mondiale o europeo. Da qualche anno passiamo da una crisi economica all’altra, ma nel calcio gli incassi aumentano sempre”.

“Il problema non è l’aumento degli incassi, ma quello dei costi, che finiscono per superare i primi – ha aggiunto -. Per questo abbiamo sviluppato le regole di fair play finanziario, che premiano le società gestite in modo corretto. Sostanzialmente, tali regole dicono ‘non puoi spendere più di quanto guadagni’. Ridaranno una maggiore razionalità al calcio e premieranno coloro che rispettano le regole e adottano un modello di impresa sostenibile”.

Per verificare che tutti aderiscano alle norme di fair play, è stato istituito un Panel di Controllo Finanziario per Club. A maggio 2010, il Comitato Esecutivo UEFA ha approvato le norme sulle licenze per club e sul fair play finanziario, che hanno il sostegno di tutti i portatori d’interesse nel calcio europeo. Le misure di fair play finanziario verranno implementate per tre anni, mentre la valutazione di pareggio interesserà gli anni finanziari 2012 e 2013 e verrà condotta nel 2013/14. A partire da questa stagione, il Panel di Controllo Finanziario per Club valuterà tutti i costi di ingaggio e trasferimento.

Infantino sostiene che le misure di fair play finanziario stanno già dando effetti positivi: “Già adesso, i club sono più cauti su quanto e come spendere. Le perdite e i debiti come conseguenza indiretta si abbasseranno certamente nel calcio per club. Il calcio diventerà più sostenibile, più sano e attirerà ancora più investitori e sponsor, per una maggiore prosperità generale”.

Il fair play finanziario prevede anche sanzioni per coloro che infrangono le regole. “Quando abbiamo introdotto le norme sul fair play finanziario, lo abbiamo fatto insieme ai club. Abbiamo stabilito le regole non per sanzionare o punire qualcuno in particolare, ma per aiutare il calcio per club e le società. Se le regole non vengono rispettate, la UEFA deve essere dura ma corretta e quindi applicare sanzioni, l’ultima delle quali è l’esclusione dalle competizioni UEFA”.

“Tuttavia, le sanzioni non sono la chiave del successo di queste regole – conclude il segretario generale UEFA -. La chiave sarà il miglioramento della situazione finanziaria nel calcio europeo per club. Ne siamo sicuri e questo è l’obiettivo che vogliamo raggiungere”.

Lui. Bel. – www.calciopress.net

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