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(Calciopress – Sergio Mutolo) Il calcio italiano è palesemente in crisi. Il modello organizzativo fa acqua da tutte le parti. La Figc del presidente Giancarlo Abete non è stata fin qui in grado di dare la sua impronta al sistema (“Calcio, la desolante attesa del modello italiano”).

La Serie A del dimissionario Beretta resta a galla grazie ai ricchi proventi delle pay tv, ma non riesce a percorrere strade alternative rispetto a quella dello sterile incasso dei diritti televisivi. Merchandising, ticketing, sponsorizzazioni, marketing e quant’altro sono ancora parole vuote alle nostre latitudini. La Serie B arranca, anche se Abodi si dà molto da fare. La Lega Pro di Mario Macalli naviga in pessime acque. Quest’anno è partita da un format ridotto di 76 squadre, dopo l’ennesimo bagno di sangue sancito a luglio dal Consiglio Federale. Le prospettive di fine stagione sono ancora più pessimistiche (“Calcio alla deriva, qualcuno salvi la Lega Pro”)

La riforma strutturale del pianeta calcio tarda ad arrivare, frenata da rendite di posizione alle quali nessuno sa e/o vuole rinunciare. Il presidente della Uefa Platini parla senza mezzi termini di un calcio vicino al collasso. Per questa ragione sta cercando di introdurre una serie di rigorosi controlli sui bilanci. Va in questa direzione la tormentata decisione di far decollare il Fair Play Finanziario e il Panel di controllo.

Occorrerebbe viceversa programmarla da subito, questa benedetta riforma dei campionati professionistici. Non c’è da guardare troppo lontano per trovare esempi da emulare. C’è sicuramente quello offerto dalla virtuosa Bundesliga (“Fair Play Finanziario, il modello Bundesliga”), ma a nostro parere il versante inglese offre un valido punto di riferimento in questa prospettiva. A prescindere dagli eccessi finanziari della Football Association (“Bilanci in rosso, calcio inglese al collasso?”), che nulla hanno a che vedere con il tema in questione, il format d’oltre Manica resta secondo noi quello più affidabile e praticabile sotto il profilo organizzativo.

Il calcio professionistico inglese è suddiviso come in Italia in quattro categorie, che andrebbero mantenute anche da noi strutturandole in modo diverso. Tutto il resto è dilettantismo. Le squadre professionistiche sono 92, suddivise in Football Association (comprende solo la massima serie nazionale) e Footbal League (vi afferiscono serie B, terza e quarta serie nazionale). Esaminiamolo più in dettaglio.

1. La Football Association Premier League è la massima serie nazionale e corrisponde alla nostra serie A. Il campionato comprende 20 squadre ed è nato da una sorta di scisma del calcio inglese.La Premier League nacque infatti quando, nel 1992, i club della First Division si accordarono per capitalizzare al meglio diritti televisivi e sponsor. La squadra prima in classifica vince la Premiership e, con le altre tre meglio piazzate, accede alla Champions League. La quinta partecipa alla Coppa Uefa, insieme alle vincitrici della League Cup e della Footbal Association Cup. Infine, le ultime tre della graduatoria retrocedono nel Football League Championship, principale divisione del sistema della Football League.

2. La Football League Championship è la seconda serie del campionato inglese, ovvero la nostra serie B). Ha assunto questa denominazione nel 2004 e ha sostituitola First Division (che si chiamava Second Division fino al 1992). E’ formata da un girone unico di 24 squadre. Le prime due sono promosse direttamente in Premier League con la vincitrice dei play-off tra le squadre comprese dalla terza alla sesta posizione. Le ultime tre retrocedono direttamente alla Footbal League 1, cioè alla terza serie.

3. La Football League 1 è la terza serie del campionato inglese (la nostra Prima Divisione di Lega Pro). Ha assunto questa denominazione nel 2004 e ha sostituitola Second Divisione (che si chiamava Third Division fino al 1992). E’ formata da un girone unico di 24 squadre. Le prime due sono promosse direttamente in Championship con la vincitrice dei play-off delle squadre dalla terza alla sesta posizione. Le ultime quattro retrocedono direttamente nella Footbal League 2.

4. La Football League 2 è la quarta serie del campionato inglese (la nostra Seconda Divisione di Lega Pro). ha assunto questa denominazione nel 2004 e ha sostituito la Third Division (che si chiamava Fourth Division fino al 1992). E’ formata da un girone unico di 24 squadre. Le prime tre sono promosse direttamente in Football League 1 con la vincitrice dei play-off tra le squadre dalla quarta alla settima posizione. Le ultime due sono retrocesse direttamente alla Football Conference, cioè la quinta serie nazionale che comprende tutti i campionati dilettanti, divisa in Conference NationalConference NorthConference South.

Quando si parla di riforme, dunque, non c’è da cercare la luna nel pozzo. E’ sufficiente sapersi guardare intorno, scegliere i modelli migliori e adattarli con la necessaria lungimiranza alle proprie peculiarità.

Tutte doti che dovrebbero essere nel genoma di un dirigente federale. Qualità che invece, come spesso accade in Italia in parecchi settori, somigliano sempre più a un’Araba Fenice.

Sergio Mutolo – www.calciopress.net

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