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(Calciopress – Enrico Losito) Diritti tv, penalizzazioni e “linea verde”: argomenti spinosi e d’attualità in Lega Pro. Ne abbiamo parlato con Francesco Ghirelli, direttore generale della Lega Pro.

Partiamo dai diritti televisivi: la scorsa settimana sono state erogate alle società di Prima e Seconda divisione le prime spettanze, quando è prevista la liquidazione totale?
“Abbiamo erogato riuscendo ad essere rapidi per la prima parte del 40%. Lo abbiamo fatto entro il 14 febbraio che era la data delle scadenze. Il restante 60% sarà ripartito dopo le decisioni di un’assemblea che stabilirà i criteri di ripartizione. A questa parteciperanno tutti i club”. 

Nella ripartizione delle somme ai diversi club sono stati presi in considerazione fattori come il bacino d’utenza, il seguito di pubblico e l’importanza della piazza oppure la divisione è stata puramente matematica?
“In assenza di assemblea noi abbiamo potuto agire, secondo i criteri stabiliti dalla legge Melandri, attraverso una ripartizione in parti pari o a pioggia. Noi abbiamo agito in vigenza di legge sul criterio con il quale potevamo operare. Della rimante parte del 60%: il 5% andrà stabilito in base all’importanza della propria tifoseria e al bacino d’utenza, mentre un ulteriore quota del 5% in base alla storia della società. Per il resto della percentuale bisognerà trovare altri criteri. Vorrei essere chiaro: spero che non si ripetano i litigi già segnalati in serie A per la ripartizione delle somme”. 

Parliano di penalizzazioni. Arriveranno nuovi deferimenti anche per squadre blasonate. Non crede che i punti sottratti verso il termine del torneo possano ulteriormente falsare il torneo? Non sarebbe auspicabile una giustizia sportiva più rapida?
“Questa è una domanda semplicissima, anche se per la prima parte non mi piace la terminologia “sottratti”. Per quanto concerne la tempistica lei pone un problema giustissimo: bisogna conoscere per tempo i punti di penalizzazione”. 

Capitolo “linea verde”: 12 squadre su 77 di Lega Pro non ricevono contributi federali per l’utilizzazione e la valorizzazione dei giovani. Colpa di alcune piazze che pretendono i “nomi altisonanti” o la verità alberga altrove?
“Se vogliamo fare calcio a questo livello dobbiamo da un lato abbassare i costi e dall’altro dare uno scenario ai giovani, perchè tutti quanti parlano di giovani ma questo paese è respingente nei loro confronti in tutte le professioni compreso il calcio. Noi non possiamo proseguire in questo modo, in quanto condanneremmo la Lega Pro a morire, forse anche l’intero sistema calcio. Condanniamo la nostra Nazionale a non avere più giocatori. Questo calcio non è il nostro”. 

Si aspettava una situazione del genere per una società come il Taranto, dopo la politica intrapresa dal presidente D’Addario tesa a sanare delle situazioni pregresse e a dare un’immagine diversa della società rossoblu?
“E’ dal 2008  che c’è una crisi di proporzioni enormi che investe il nostro Paese. Le aziende non fanno più profitti e non esiste più mercato. Quindi quei profitti che un tempo venivano destinati ad altre attività non esistono più. Inoltre ci sono dei settori, come quelli dei beni consumo, che patiscono maggiormente la crisi. Questo problema è generalizzato, poi ci sono delle aziende che subiscono maggiormente e di riflesso ne pagano le conseguenze società come il Taranto. Se non mettiamo mano a una riforma coinvolgendo in questa anche i diritti televisivi e i contributi capaci di assicurare almeno il 50% delle risorse alle società, allora il rischio è davvero serio. Noi stiamo lavorando per questo”. 

Enrico Losito – www.calciopress.net

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